Cislaghi PRC: “A Foggia non mancano le case, ma gli alloggi popolari”

Giorgio Cislaghi: "Città in mano a manipolo di imprenditori che hanno pensato di fare soldi con concessioni pubbliche"

Baraccopoli

Il segretario del Prc, Giorgio Cislaghi, alla notizia della nascita di un centro di accoglienza per sfrattati nell’ex asilo nido del Rione Preti, torna a parlare di un “problema cronico di Foggia” e lo fa con toni forti e polemici: l’emergenza abitativa, che a suo parere “nasce dall’aver consegnato la città a un manipolo di imprenditori edili che hanno pensato a fare soldi con le concessioni pubbliche, come sono le licenze edilizie, con la progressiva rivalutazione dei terreni man mano che l’edilizia fagocita aree a vocazione agricola, con la continua penuria di case a basso costo nonostante le edificazioni in “167”, la legge che facilita la costruzione di case per Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e Edilizia  Economica Popolare”

“A Foggia non mancano le case, mancano le case popolari” tuona Cislaghi, che ricorda come si sia cercato di sopperire a questa emergenza con le baraccopoli del campo degli Ulivi, di via San severo, de Distretto Militare o con quelle improvvisate di via De Petra.

L’esponente del Prc chiede di sapere a che punto sono le realizzazioni delle case pubbliche che dovranno essere consegnate in cambio dei terreni ceduti ai privati e che fine ha fatto la “commissione di vigilanza sui PRUUST e PIRP” deliberata per vigilare sulla contemporanea costruzione degli alloggi da consegnare al comune e quelli da destinare al mercato privato. Quali siano gli interventi strutturali per ridurre l’emergenza abitativa e come l’amministrazione comunale intende intervenire per contenerne i costi e aumentarne i benefici.

GIORGIO CISLAGHI | “A nostro avviso si è cominciato bene, con la ricognizione del patrimonio abitativo pubblico e della titolarità a occuparli, e si può procedere meglio continuando a ricontrattare al ribasso i canoni delle case affittate dal comune. Si deve continuare eliminando regalie clientelari, come il pagamento di acqua, fatte a chi già ha avuto una casa pubblica senza dover pagare fitto. Ribadiamo che il primo contributo che il comune può dare a chi è in difficoltà per pagare il fitto di casa viene dalle politiche abitative che, aumentando l’offerta di case pubbliche, contribuiscono anche far calare il costo dei fitti per le case private” sostiene Cislaghi.

Ribadiamo il nostro dissenso verso chi, come l’assessore Pellegrino, esterna una visione dei  “servizi sociali” comunali propensa ad alleviare le difficoltà dei singoli con provvedimenti “ad personam” ritenendo che, a partire dai piani sociali di zona, l’azione di sostegno dei “servizi sociali” debba interessarsi di tutte le problematiche che interessano la comunità rafforzando, in sinergia, gli altri interventi del comune volti a diminuire il disagio sociale, come quelli in atto per “l’emergenza abitativa”.

Affermiamo la nostra opposizione alla folle proposta di istituire l’ennesimo “centro provvisorio per gli sfrattati” perché sottrae alla comunità un edificio destinato a aumentare l’offerta pubblica di servizi sociali, in questo caso un nido materna, perché, come avvenuto nelle giunte Agostinacchio e Ciliberti, vuol dire perpetuare l’emergenza abitativa aumentando il numero dei “senza casa in strutture provvisorie”, delle persone a cui assegnare alloggi pubblici senza passare per le graduatorie di assegnazione offrendo sponda al clientelismo che dalle emergenze trae linfa vitale.

 

 

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