Emergenza abitativa, habemus domus! Il numero uno dell'Ance annuncia la lieta novella: "Abbiamo trovato una ventina di appartamenti"

Ivano Chierici assicura: offerte depositate all'Arca Capitanata. I costruttori hanno un piano per Foggia: sessanta nuovi alloggi popolari in due anni

Ivano Chierici

"Abbiamo trovato una ventina di appartamenti". Magno gaudio, habemus domus. Il numero uno di Ance, Ivano Chierici, da dicembre alla guida dell'Associazione Costruttori Edili di Confindustria Foggia, spiazzante e in contropiede, ha la risposta pronta a un interrogativo secco e impertinente: perché gli imprenditori non vogliano mettere a disposizione dell'Arca Capitanata case a 1300 euro al metro quadro.

"La smentisco. I nostri associati hanno effettuato delle proposte. Abbiamo già due offerte, poi ce ne saranno altre, probabilmente. Un imprenditore ha messo a disposizione sei appartamenti, tutti all'interno dello stesso edificio, l'altra offerta consta di una palazzina di diciotto alloggi". S'intesta l'opera di moral suasion: ha convocato gli associati, ha fatto pressing affinché venissero fuori degli alloggi, si sono rimboccati le maniche ed è partita la ricognizione. Si sono attivati tutti, lo scossone è arrivato dai servizi delle reti nazionali: "Vedere quelle scene è deplorevole e ci si stringeva il cuore, in una città martoriata". Ivano Chierici scrolla di dosso alla categoria il ruolo di cattivi che hanno ritagliato agli imprenditori nell'endemico dramma sociale dell'emergenza abitativa.

Il primo avviso pubblico dell'Agenzia regionale per la casa, ex Iacp, era andato deserto. L'Arca, in virtù del Decreto del Presidente della Regione del 29 gennaio che ha dichiarato lo stato di emergenza relativamente ai container di via San Severo a Foggia, cerca alloggi sul libero mercato che il Comune assegnerà ai nuclei familiari individuati nell’ordinanza sindacale n.66 del 2019, che intimava lo sgombero delle unità abitative presenti nel campo. Il bando è stato rimodulato, con la previsione di un prezzo massimo più vantaggioso, considerato accettabile dagli imprenditori. Appetibile per loro sarebbe un parolone.

Yes we can, si poteva fare. "Ho chiesto ai colleghi di dare una mano alla città". Il presidente di Ance ammette, francamente, che la cifra precedente non era stata ritenuta congrua. Ma le difficoltà erano legate anche alle caratteristiche degli immobili. "Quelli disponibili non sono appartamenti progettati per questa finalità. Pare che accordandosi sul prezzo si possano prendere in considerazione anche gli alloggi un po' più grandi. Abbiamo avuto un incontro con l'Arca proprio questa settimana, formulando la proposta in maniera ufficiale, e spero che questi appartamenti risultino acquistabili".

Per non alimentare facili aspettative, è opportuno precisare che l'Arca, tramite l'avviso pubblico, che ha carattere meramente esplorativo, acquisisce la disponibilità alla vendita di immobili, "aventi i requisiti oggettivi compatibili con le previsioni normative vigenti in materia di edilizia residenziale pubblica", e poi procede alla disamina delle proposte di vendita. Funziona come una gara: si presenta una manifestazione di interesse e l'Agenzia dovrà valutarla, con i tempi che la procedura comporta. Eventualmente, gli alloggi sarebbero già pronti, disponibili nell'arco di pochissimo tempo.

Oltre a prospettare una soluzione tampone, gli imprenditori hanno proposto un programma nel medio-lungo periodo per rispondere al disagio abitativo della città. "Altri associati hanno effettuato delle proposte di nuova costruzione su terreni già edificabili, senza nessuno stravolgimento, quindi potrebbe essere una cosa molto veloce - riferisce Chierici - Siamo già in contatto con Regione e Arca e dovremmo avere degli incontri a breve per aprire un tavolo di concertazione a Foggia con il Comune, in Regione con l'assessore alle Politiche Abitative Alfonso Pisicchio e con l'amministratore unico Arca Capitanata Donato Pascarella, che è una persona disponibile, affabile, che vuole  davvero risolvere il problema. Poi nei mille rivoli burocratici purtroppo ci si impiglia. Se parliamo ai massimi vertici e troviamo un'intesa, saremmo in grado di costruire all'incirca una sessantina di appartamenti subito, nei primi due anni. Abbiamo fatto addirittura una nostra proposta economica, che non si discosta molto da quella del bando. Sarebbero tutti appartamenti di classe energetica A, praticamente l'equivalente delle nuove costruzioni di oggi non destinate all'emergenza abitativa. E oltre a questa prima tranche, ci sarebbe anche un'ulteriore proposta: altri 70/80 appartamenti. Potremmo, nel corso degli anni, fornire 150 appartamenti, realizzati su misura, secondo le esigenze e le caratteristiche richieste dall'Arca".

Il vero spauracchio è la burocrazia. Se si scongelasse anche il piano di housing sociale Foggia avrebbe fatto tredici. "Abbiamo un housing sociale che è partito oltre dieci anni or sono. Se si sbloccasse, forse qualche imprenditore non sarebbe più interessato, perché il mercato è cambiato completamente, però potrebbe anche esserci qualcuno che intende portare al termine il progetto e, anzi, so che c'è".

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