Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Ecomafia 2012: criminalità ambientale, la provincia di Foggia nella top ten

Al nono posto con 157 illeciti in tema di mattone abusivo, 94 infrazioni sul ciclo illegale dei rifiuti. Quarta la Puglia. Vendola: "Considerarli delitti gravissimi contro i beni comuni e contro la salute pubblica"

Ecomafia 2012, rapporto annuale di Legambiente, è impietoso con Puglia (3345 infrazioni) e Capitanata. Quarta la Regione, tra le prime dieci la provincia di Foggia. Nei nostri territori, nonostante gli sforzi profusi dalle forze dell’ordine, divampa la criminalità ambientale.

Ciclo illegale del cemento, racket degli animali, discariche abusive di pneumatici fuori uso, infrazioni contro la fauna (al settimo posto con 219 infrazioni), addestramento e combattimento dei cani, corse clandestine di cavalli. Al nono posto con 157 illeciti in tema di mattone abusivo, 94 le infrazioni per quanto riguarda il ciclo illegale dei rifiuti.

Numeri, questi, che hanno spinto ugualmente il presidente Nichi Vendola a ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura sul fronte del contrasto ai reati ambientali: “Il rapporto di Legambiente fotografa questa condizione di reattività contro quei gruppi criminali che, perseguendo illeciti profitti, intervengono con violenza su eco-sistemi preziosi, inquinano, coprono territori delicati di cemento abusivo, trafficano in rifiuti”.

Su questo fronte operano il Corpo forestale dello Stato al Comando tutela patrimonio ambiente, dalle Capitanerie di porto alla Guardia di Finanza, col Corpo tutela patrimonio culturale e la Direzione investigativa antimafia, l’Agenzia delle dogane, la Polizia di Stato, il Corpo forestale delle regioni autonome e la Polizia provinciale, insieme al Comando dei Carabinieri politiche agricole e al Comando dei carabinieri tutela della salute.

La Puglia dunque si conferma, come riconosce Legambiente, “maglia rosa” nella voglia di non subire il potere delle eco-mafie. Riprendersi i territori confiscati dai clan, bonificare i siti avvelenati, stimolare una nuova cultura civica: sono questi i compiti istituzionali a cui abbiamo cercato di far corrispondere molti atti concreti (come ad esempio i finanziamenti ad attività specifiche delle forze dell’ordine o ancora l’adozione di una legge regionale che consente il rapido abbattimento dei manufatti abusivi e una più efficace prevenzione del fenomeno)” ha dichiarato il presidente

“Ma i nostri sforzi – ha concluso Vendola - rischiano di essere effimeri finché il legislatore nazionale continuerà a considerare i reati ambientali come infrazioni amministrative e non come delitti gravissimi contro i beni comuni e contro la salute pubblica. Sarebbe auspicabile, da questo punto di vista, che le forse politiche presenti in Parlamento dedicassero più attenzione alla normativa di contrasto ai fenomeni complessi di criminalità che comunemente definiamo “eco-mafie”.

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