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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca Torremaggiore

Taulant insensibile verso la vita umana, sua gelosia morbosa e ossessiva

Nemmeno la presenza del figlio minore, che ha assistito inerme alla violenza perpetrata dal padre ai danni della madre e della sorella, ha convinto a desistere Taulant Malaj, panettiere 45enne albanese residente a Torremaggiore

Ci sono filmati che hanno ripreso quasi integralmente le scene in cui l’assassino della figlia e del presunto amante della moglie, il 51enne Massimo De Santis, colpiva ripetutamente Tefta e Jessica all’interno della sua abitazione.

Nel paragrafo dell’ordinanza del Gip dedicato ai gravi indizi di colpevolezza si legge che Taulant Malaj ha agito con l’intenzione di ucciderle. Jessica ha pagato a caro prezzo il coraggio di difendere in tutti i modi la madre dalla brutale aggressione del padre: ‘dai filmati estrapolati dalle telecamere presenti nell’abitazione si evince che i colpi sono stati inferti anche nei suoi confronti volontariamente, non solo quando interveniva in un primo momento all’interno della camera da letto, ma anche quando l’aggressione continuava all’interno del salone dell’abitazione’.

Nell’immediatezza dei fatti sul corpo della ragazza sono state riscontrate non meno di quattro coltellate al torace. Deceduta durante il trasporto in ospedale, all’arrivo dei soccorsi la sedicenne si lamentava e si voltava con scatti improvvisi pronunciando parole incomprensibili in lingua albanese.

Il titolare del ‘Bar Jolly’ è stato ucciso con almeno 23 coltellate, di cui tre alla testa, una al collo, 16 tra torace e addome, tre all’altezza dell’arto superiore sinistro. Talant Malaj non gli ha lasciato la possibilità di difendersi. La moglie di Malaj, invece, è stata sorpresa in piena notte, mentre era dentro al letto. Il marito le ha inveito contro sferrandole molteplici coltellate anche nella parte superiore del tronco. E’ viva perché ha reagito e grazie all’intervento della figlia, ‘nonché probabilmente dal convincimento di aver effettivamente lasciata a terra esanime, oltre che, naturalmente, dai trattamenti effettuati dal personale sanitario intervenuto nell’immediatezza dell’accaduto’ si legge.

Il Giudice per le Indagini Preliminari definisce ossessiva e morbosa la gelosia del panettiere 45enne, che per un attimo, per sua stessa ammissione, aveva pensato anche di scappare.

Nemmeno la presenza del figlio minore, che ha assistito inerme alla violenza perpetrata dal padre ai danni della madre e della sorella, lo ha convinto a desistere.

Dettagli inquietanti, esattamente come quello di “aver ostentato la propria inconcepibile “impresa” riprendendo le vittime subito dopo averle accoltellate mortalmente e facendo mostra del proprio “folle” gesto, inviandolo ad un amico, dalla mancanza di segni concreti di resipiscenza".

In ultimo - si legge nell’ordinanza - “le brutali modalità di realizzazione dei fatti mostrano una assoluta insensibilità verso la vita umana ed una non comune propensione al delitto come mezzo di affermazione delle proprie convinzioni e come modalità di affermazione del proprio ruolo all’interno della famiglia”.

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