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Domenica, 16 Gennaio 2022

La droga "più pericolosa" nel Foggiano: "Principio attivo potenziato fino al 40%"

E' quanto emerge dalle analisi del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando provinciale dei carabinieri di Foggia che 'studia' dal punto di vista qualitativo e quantitativo tutto ciò che viene sequestrato sul territorio, da tutti i corpi di polizia

I macchinari lavorano quasi a ciclo continuo, così come i referenti del Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale dei carabinieri di Foggia. Tanta e tale è la richiesta di indagini tecniche - lo storico si attesta sulle 30mila richieste per 50mila analisi effettuate - da richiedere loro un impegno totale.

Non è una novità, infatti, che la Capitanata rappresenti, da tempo, un crocevia di intensi traffici di stupefacenti.

All’interno del laboratorio chimico, inquadrato nella Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo del Comando di via Guglielmi, incontriamo il luogotenente Raffaele Di Paolo e l’appuntato scelto Ivan Bianco. Il primo, in particolare, ha visto nascere e crescere la struttura, istituita nel 1998 per analizzare le sostanze che vengono sequestrate da tutti i corpi di polizia, con competenza territoriale sulle province di Foggia, Campobasso e in alcune cittadine della Bat.

“La tempistica è fondamentale”, spiega a FoggiaToday Di Paolo. Questo sia per evitare l’eventuale deterioramento (e quindi compromissione) del campione da analizzare, sia perché dall’accertamento chimico di laboratorio su quantità e qualità delle droghe sequestrate possono scaturire aggravanti delle contestazioni sul piano penale.

All’interno del Lass, spiegano, si effettuano analisi chimiche gas-cromatografiche, associata alla spettrometria di massa, secondo protocolli internazionali, su tutte le sostanze stupefacenti inserite nelle tabelle del Testo Unico sugli Stupefacenti e presunte tali. Ed è qui che si intercettano, eventualmente, anche le nuove sostanze che possono iniziare a girare nelle piazze di spaccio locali.

In media, ogni anno, passano per questi locali oltre 4 tonnellate (quota parte). Allo stato, a dominare le piazze locali sono soprattutto “droghe tradizionali”, spiega Di Paolo. “Cocaina, eroina, hashish e marijuana”. Poco presenti, invece, quelle di sintesi. “Abbiamo però riscontrato - puntualizza - l’incremento, dal 20 al 40%, del principio attivo di hashish e marijuana in circolazione, derivante dalla modifica della molecola. E questo si traduce in una maggiore pericolosità della sostanza” | IL VIDEO

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