Scoperta droga in carcere: era nascosta sotto il muro di cinta

Il ritrovamento da parte di due agenti della penitenziaria: verosimilmente lo stupefacente (circa 80 grammi) è stato lanciato dall’esterno per eludere i controlli. Capone: “Rafforzeremo i controlli grazie anche alle unità cinofile”

Era nascosta sotto il muro di cinta, verosimilmente gettata dall’esterno per eludere i controlli di sicurezza. Circa 80 grammi di droga sono stati ritrovati dagli agenti della Polizia Penitenziaria di Foggia. Gli agenti del reparto di Foggia, diretto dal Dirigente Luca Di Mola, durante l’attività di contrasto e prevenzione all’introduzione di sostanze stupefacenti, hanno smascherato il tentativo, perpetrato probabilmente dai parenti di un detenuto, di introdurre droga in carcere.

Il personale in divisa ha rinvenuto due pezzi di sostanza stupefacente di circa 80 grammi ben occultati gettato all’interno dell’istituto del muro di cinta per eludere i controlli di sicurezza.
“Un plauso a tutto il personale della polizia penitenziaria”, ha commentato il vice segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria Daniele Capone.  

“Benché sott’organico, il personale in servizio nella casa circondariale di Foggia, risponde a tutte le esigenze e stimoli di sicurezza. Per scongiurare ulteriori tentativi di introduzioni di sostanze all’interno del carcere – continua Capone –, saranno utilizzate anche le unità cinofile, rafforzati i controlli all’esterno e in tutti i punti nevralgici dell’istituto”.

“Ben consapevole che la priorità è garantire la sicurezza all’Interno delle carceri, è ben saldo il concetto che il carcere non è più soltanto un luogo di detenzione ma una opportunità per la modifica dei comportamenti anti sociali.  

Il vice segretario generale conclude: “Il grande lavoro del poliziotto penitenziario, si vede anche nella professionalità usata per salvare due vite umane da una morte certa, fatti accaduti sempre in questa settimana. La polizia Penitenziaria di Foggia meriterebbe ben altra considerazione dalle autorità politiche e amministrative territoriali vista l’alta professionalità che dimostra sia nell’ambito della prevenzione e repressione dei reati e sia in quelle dove prevale l’aspetto umano e la tutela della salute delle persone ristrette in carcere”.

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