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Cronaca

Morire di carcere a Foggia: è l'istituto penitenziario con più suicidi

E' quanto emerge dal dossier 'Suicidi. Persone, vite, storie. Non solo numeri' presentato da Antigone. Di 30, 35, 36 e 62 i detenuti che si sono tolti la vita nelle celle di via delle Casermette a Foggia

L'istituto penitenziario dove sono avvenuti più casi di suicidio dall’inizio dell’anno è Foggia con quattro decessi. Più delle case circondariali di Milano San Vittore, Monza, Roma Regina Coeli, di Ascoli Piceno, Genova Marassi, Pavia, Piacenza, Terni, Torino e la casa di reclusione di Palermo Ucciardone. E' quanto emerge dal dossier 'Suicidi. Persone, vite, storie. Non solo numeri' presentato da Antigone.

Istituti di grandi dimensioni che secondo quanto riporta l'associazione onlus di via Pietralata a Roma, da anni soffrono di una situazione cronica di sovraffollamento, che nel caso di Foggia, Regina Coeli e Monza si aggira addirittura intorno al 150% della loro capienza.

A San Vittore, Pavia, Regina Coeli e Genova più della metà della popolazione detenuta è di origine straniera. A Monza, in particolar modo, vi è un’elevata presenza di detenuti affetti da patologie psichiatriche e il 50% della popolazione è tossicodipendente.

A Foggia vi è un educatore ogni 190 detenuti. In quasi tutti gli istituti vi è una carenza, più o meno elevata, di specialisti psichiatri e psicologi rispetto alla media nazionale. Sia nel 2021 che nel 2022, la media si attesta intorno alle 10 ore settimanali ogni 100 detenuti per gli psichiatri e intorno alle 20 ore settimanali ogni 100 detenuti per gli psicologi.

Gli ultimi dati disponibili mostrano ad esempio che Palermo Ucciardone, Monza e Foggia hanno una presenza molto inferiore di entrambi gli specialisti (Palermo: 5,1 ore gli psichiatri, 5,1 ore gli psicologi; Monza: 6,4 ore gli psichiatri, 9,6 ore gli psicologi; Foggia: 3,4 ore gli psichiatri; 10 ore gli psicologi).

Nei primi otto mesi del 2022, 59 persone si sono tolte la vita in carcere. Più di una ogni quattro giorni. Sin dall’inizio dell’anno il fenomeno ha mostrato segni di preoccupante accelerazione, fino a raggiungere l’impressionante cifra di 15 suicidi nel solo mese di agosto, uno ogni due giorni.  A due terzi dell’anno in corso, è già stato superato il totale dei casi del 2021, pari a 57 decessi.

"I numeri di quest’anno generano un vero e proprio allarme, non avendo precedenti negli ultimi anni. Non è facile trovare delle spiegazioni. Non è neanche facile trovare delle soluzioni. Di questo ne siamo consapevoli. Sappiamo anche che la vita carceraria è dura, genera sofferenza, esprime solitudini, produce desocializzazione e malattie. Va fatto tutto il possibile per modernizzarla, renderla più a misura di donna o uomo, per ridurre la distanza tra il dentro e il fuori.  Il dossier di Ristretti Orizzonti, a cui siamo grati per il lavoro svolto, da tanti anni raccoglie notizie relative ai decessi in carcere. Esso racconta come non ci siano mai stati nei primi due terzi dell’anno tanti suicidi come nel 2022. Il numero più alto finora era quello del 2010, con 45 casi. Ma ben quattordici in meno rispetto ad oggi".

Delle 59 persone che si sono tolte la vita in carcere, 4 erano donne. "Un numero particolarmente alto se consideriamo che la percentuale della popolazione detenuta femminile rappresenta solo il 4,2% del totale. Ancora più impressionante se paragonato agli anni passati".

Secondo i dati pubblicati dal Garante Nazionale, sia nel 2021 che nel 2020 soltanto una donna si era levata la vita in carcere. Nel 2019 non si era verificato invece nessun caso di suIcidio femminile. Età L’età media delle persone che si sono tolte la vita è di 37 anni. La fascia più rappresentata è infatti quella tra i 30 e i 39 anni, con 21 casi di suicidi. Segue quella dei più giovani, con 16 casi di suicidi commessi da ragazzi con età comprese tra i 20 e i 29 anni. Vi sono poi 14 decessi di persone tra i 40 e i 49 anni e 8 decessi di persone dai 50 anni in su. I più giovani in assoluto erano due ragazzi di 21 anni, detenuti nelle case circondariali di Milano San Vittore e Ascoli Piceno. Il più anziano era un uomo di 70 anni detenuto a Genova Marassi.

Le persone di origine straniera erano 28, ossia il 47,5% dei casi. "Tenendo conto che la percentuale di stranieri in carcere è ad oggi leggermente inferiore a un terzo della popolazione detenuta totale (17.675 su 55.637), ciò implica che il tasso di suicidi è significativamente maggiore nei detenuti di origine straniera rispetto agli italiani: il primo è quasi il doppio del secondo"

"Sembrerebbe, dai pochi dati a disposizione, che almeno 18 delle 59 persone decedute soffrissero di patologie psichiatriche. Alcune diagnosticate, altre presunte e in fase di accertamento. In generale in carcere la presenza di persone con disagi psichici è molto alta. Nella maggior parte delle viste svolte da Antigone nelle carceri italiane, il personale denuncia con forza la significativa presenza di persone detenute affette da patologie psichiatriche e l'inadeguatezza delle risorse a disposizione per prenderle in carico adeguatamente. I dati raccolti dal nostro Osservatorio in questi primi otto mesi dell’anno, riportano 10,5 diagnosi psichiatriche gravi ogni 100 detenuti; 20,5 detenuti su 100 assuntori di stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi; mentre quasi 40 detenuti su 100 assuntori di sedativi o ipnotici. Tra le persone che si sono tolte la vita, emergono poi alcuni casi di dipendenze da sostanze stupefacenti o alcol. I primi sono almeno 5, mentre i secondi 2. Secondo i dati raccolti dal nostro Osservatorio, ogni 100 detenuti 19 sono tossicodipendenti in trattamento".

Tra le storie raccontate vi anche il caso di un uomo di 36 anni di origine lucana, "pare affetto da problemi di natura psichiatrica", detenuto nel carcere di Foggia solo da pochi mesi e che a giugno sarebbe dovuto uscire per fine pena. Il 23 aprile si è però tolto la vita all’interno della sua cella. Un'altra persona di 30 anni si è suicidata il 21 agosto nel giorno del suo compleanno. L'11 maggio l'ha fatta finita un uomo di 62 anni. Straniero il 35enne suicida l'8 gennaio. 

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