Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Maltrattata dal compagno, scappa col figlio da Foggia a Trieste: tribunale impone visite settimanali al padre

Il tribunale ha disposto per il bambino prima visite via Skype per il periodo Covid, ora due 'viaggi della speranza' a settimana per vedere il padre. Il legale della donna: "Un bambino di 4 anni non può sostenere viaggi da mille chilometri a tratta, ripetuti quattro volte in due settimane"

Immagine di repertorio

Scappa a 1000 chilometri dall'uomo che l'ha maltrattata, ora deve ripercorrerli ogni settimana per portargli il bambino. E' quanto ha disposto il giudice del tribunale di Foggia per una giovane donna che, alla fine di una burrascosa relazione, ha voluto rifarsi una vita assieme al figlio di quattro anni nel capoluogo giuliano, supportata da alcuni parenti in zona. 

In atto un procedimento penale per maltrattamenti, con tanto di misura cautelare di ordine di allontanamento a carico dell'uomo, che già si trovava ai domiciliari per rapina e porto d'armi in concorso oltre che per detenzione di cocaina. Stando agli atti, l'uomo avrebbe colpito la madre di suo figlio con pugni, calci e schiaffi, fino a causarle lesioni all'orecchio e al torace, refertate dall'ospedale. Poi le avrebbe rivolto frasi minacciose quali “Se non ti muovi ti uccido, ti taglio la testa”, costringendola a dargli del denaro.

A quel punto la donna si è trasferita a Trieste portando con sé il bambino  e ora i due vivono insieme dal novembre del 2019, ma l'ex compagno ha fatto ricorso e il giudice ha disposto l'affidamento condiviso, con visite obbligatorie via Skype tramite i rispettivi servizi sociali di residenza. La modalità è stata disposta perché il padre si trova ancora limitato nella sua libertà personale causa i precedenti penali. Quando scadrà l'obbligo di dimora a carico del padre, per la madre e il figlio scatterà l'obbligo di scendere in Puglia (1000 chilometri a ogni tratta) per quattro volte in due settimane. Parimenti il padre, nelle altre due settimane del mese, dovrebbe salire a Trieste. 

La donna, dopo aver ricevuto l'ordinanza provvisoria del tribunale, ha conferito la difesa dall'avvocato Giovanna Augusta De' Manzano del foro di Trieste, che dichiara: "La mia assistita non ha potuto comparire personalmente innanzi al Giudice causa il periodo Covid e neppure ha potuto partecipare all'udienza da remoto, trattazione prevista dalla normativa: posso giustificare provvedimenti di questo tipo solo imputandoli a un momento emergenziale. Un bambino di quattro anni non riesce a sostenere incontri via skype, perchè appunto ha solo quattro anni e tanto meno riesce a sopportare fisicamente viaggi da mille chilometri a tratta ripetuti quattro volte nell'arco di due settimane".

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