Picchiato in discoteca e morto dopo 7 mesi di agonia. Un anno fa il pestaggio che ha tolto la vita a Donato: "Ci manchi"

Il ricordo di Donato Monopoli un anno dopo il pestaggio in discoteca a Foggia. Morirà sette mesi dopo in ospedale. I messaggi dei genitori e di Stefania sulla pagina facebook che chiede 'Giustizia per Donato'

Donato Monopoli

A un anno di distanza da quella folle notte del 6 ottobre, i genitori, gli amici, i parenti, i conoscenti e i cerignolani, hanno ricordato Donato Monopoli, il ragazzo pestato a morte da due ragazzi di 24 e 25 anni nel locale 'Le Stelle' di via Trinitapoli a Foggia e deceduto in ospedale dopo sette mesi di agonia. Aveva solo 26 anni.

Sulla pagina Facebook che chiede 'Giustizia per Donato', i genitori del ragazzo hanno lasciato un messaggio. Toccante e doloroso quello dell'amica del cuore Stefania. 

La madre di Donato: "Non può essere finita così, non puoi essertene andato via per sempre e non puoi avermi lasciata senza pensare di aspettarmi coi tuoi amici angeli. Caro figlio mio, anche ora che non sei più qui sei la mia unica ragione di vita: non devo piangere, non devo abbattermi, devo pensare che tutto andrà bene perché è solo così che guardandomi tu potrai essere fiero e orgoglioso della mamma che ti ha cresciuto. Non posso che pensarti questa notte, penso a quel vuoto incolmabile che hai lasciato in me, alla tue mani ruvide. E stasera guardando il cielo cercherò una stella..cercherò un volto… che mi sorride. E già passato un anno dal quel brutto giorno e sento ancora il calore della tua mano"

Il papà di Donato: "6ottobre 2018, oggi più che mai, ce lo hai insegnato tu, mai arrendersi. Io non mollo, io non mollo. Ciao amore mio"

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L'amica Stefania: "È passato un anno ormai da quel giorno maledetto e tante cose sono successe e tante alte sono cambiate. È un anno ormai che non sento la tua voce la tua risata che non ricevo un tuo messaggio è che non posso più abbracciarti.. nonostante sia passato un anno da quel tragico giorno a me sembra ieri la notizia di quello che era successo, la corsa in ospedale, interventi, il coma, la paura di non riuscire a fare tutto in necessario, la speranza di vederti di nuovo tra noi. Ma purtroppo tutte quelle botte prese, hanno compromesso tutto, tutta la tua vita, togliendoti il diritto di vivere! Ma perché? Perché tanta cattiveria e brutalità verso un ragazzo così buono? Per cosa poi. Non può esiste nessuna motivazione per ridurre un ragazzo in fin di vita. Nessuna! Chi ha compiuto questo gesto brutale continua la la sua vita tranquilla, invece Donato non c’è più, perché così un giorno come un altro in un locale qualcuno a deciso che la sua vita doveva finire. E Tutti quei ragazzi che erano li che hanno guardato senza fare niente, si sono resi complici di questo reato. Il silenzio non aiuta, ci poteva essere vostro fratello lì o vostro figlio un cugino o un vostro amico,  nessuno e dico nessuno ha il diritto di decidere per la vita di un altra persona. Ci siamo fatti una promesse io e te e continuerò a mantenerla ma continua a farlo anche tu da lassù. Non lasceremo mai sola la tua famiglia e tutti quanti insieme lotteremo per avere giustizia per te. Io non accetterò mai tutto questo non posso e non mi abituerò mai alla tua assenza perché sei quel fratello che non ho mai avuto sei quella persona che ho voluto bene dal primo instate. E ogni giorno mi sveglio nella speranza che questo brutto incubo finisca e tu sei li come sempre con il tuo sorriso. Ma purtroppo non è così. Avrei voluto abbracciarti per tutta la vita. Mi manca la tua risata le nostre giornate a casa le nostre chiacchierate. Mi manchi tu Dó, mi manchi ogni giorno in ogni istante e mi mancherai sempre.  Ti voglio bene come sempre e per sempre! 

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