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"Mia madre sporca e denutrita". Figli dei pazienti contro il Don Uva: "Li avete abbandonati". Vigilante: "Accuse inaccettabili"

Almeno nove famiglie dei pazienti ricoverati al Don Uva, poi trasferiti in ospedale e in due casi deceduti dopo essere risultati positivi al Covid, denunciano la struttura di via Lucera di abbandono dei propri cari e di non avere avuto notizie sul loro stato di salute. Luca Vigilante: "Criticità sì, ma accuse inaccettabili"

 

Vogliono vederci chiaro le famiglie di alcuni pazienti del Don Uva che questa mattina, davanti alla struttura di via Lucera, hanno accusato la proprietà di aver nascosto lo stato di salute dei propri cari o di averli abbandonati. 

Di non aver ricevuto più notizie dei loro genitori se non sommarie informazioni del tipo: "Sta bene, ha solo un po' di febbre", salvo poi venire a conoscenza del trasferimento in ospedale dei propri cari o, in due casi, della loro morte.

 "Mia madre è arrivata ai Riuniti in pessime condizioni, sporca, denutrita, noi figli non siamo mai stati avvisati che aveva febbre alta ed era in pessime condizioni" denuncia a Foggiatoday il figlio di Rosa Mele, l'anziana deceduta il 24 ottobre.

"Da quanto ci viene riferito la situazione appare oltremodo drammatica" spiega Giovanni Pio De Giovanni. Il legale ha presentato un esposto al prefetto e alla Asl di Foggia. L'altro avvocato, Alberto Vegliante, ha portato la vicenda in Procura. Nove in tutto le famiglie che si sono rivolte ai due avvocati. In due casi i pazienti non ce l'hanno fatta, altri due verserebbero in gravi condizioni.

"Mia madre aveva una ventina di chili in meno, l'ho trovata con una dermatite e piena di punture di zanzare" si sfoga la figlia di un'altra paziente della rsa.

"Quando il 18 ottobre mia madre è stata portata via dal Don Uva e trasferita in ospedale, in pronto soccorso si sono messi le mani nei capelli. Qui hanno scoperto la positivià al Covid. Per una settimana è stata con febbre e ossigeno nasale, ma mi dicevano che era la prassi" la denuncia della figlia di un'altra donna anziana.

Contattato da Foggiatoday, Luca Vigilante difende l'operato del Don Uva: "Non possiamo accettare queste accuse". Il vicepresidente della Rsa di dice disposto a chiarire con le persone eventuali incomprensioni e false informazioni e non nega - "in momenti come questi assolutamente imprevedibili" - che possano essersi verificate delle criticità. "Siamo in linea con i dati dei decessi che si verificano più o meno in una struttura che assiste e cura i pazienti anziani con pluripatologie di un certo livello" conclude il manager della sanità privata. 

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