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Crack Divina Provvidenza, arrivano le prime condanne

Concluso il primo grado per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Pene di reclusione più risarcimento del danno in favore della Congregazione per tre persone, un assolto

Per la nota vicenda giudiziaria relativa alle  ipotesi di bancarotta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, ieri, 12 ottobre, si è concluso il processo di primo grado per quegli imputati che avevano scelto il rito abbreviato.


Il Gup del Tribunale di Trani ha così riconosciuto la responsabilità penale di Di Vincenzo Antonio (amministratore dell'Ambrosia srl, società fornitrice di servizi), Damascelli Antonio (avvocato fiscalista), Perrone Michele (sindacalista) condannandoli alle rispettive pene di anni 1 di reclusione (Damascelli e Di Vincenzo) e 2 anni di reclusione (Perrone), oltre che al risarcimento del danno in favore della Congregazione Ancelle Della Divina Provvidenza in Amministrazione Straordinaria, costituitasi parte civile con l'Avv. Stefano Dardes su incarico del Commissario Straordinario Avv. Bartolo Cozzoli.


Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza sotto la direzione della Dott.ssa Silvia Curione e dal Dott. Francesco Giannella della Procura di Trani hanno, dunque, ottenuto una prima conferma. È stato invece assolto Mancusi Agatino, all'epoca consigliere regionale a Potenza.
Per tutti gli altri imputati che, invece, non avevano scelto il rito abbreviato il processo continua innanzi al Tribunale Collegiale di Trani.

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