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Sacro Cuore, la parrocchia del Candelaro che toglie i giovani dalla strada (e dalla mafia): "Qui grande passione educativa"

Il prete di Scampia ha fatto visita alla Parrocchia del rione Candelaro dove ha potuto apprezzare le attività messe in campo dalla comunità dei Salesiani per i giovani

 

Raccogliere i giovani dalla strada, indirizzarli verso la legalità attraverso lo sport, la cultura, lo studio e la fede. “Così un futuro diverso è possibile”, ha dichiarato Don Aniello Manganiello, il prete di Scampia noto per il suo impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata, che rifiuta la scorta malgrado le reiterate minacce ricevute. Manganiello, ieri pomeriggio, ha fatto visita alla Parrocchia del rione Candelaro dove ha potuto apprezzare le attività messe in campo dalla comunità dei Salesiani per i giovani. 

“Nei sacerdoti della parrocchia vedo una grande passione educativa per riscattare il territorio“. La passione, il forte sentimento messo in campo per sfuggire alle seduzioni della criminalità. A tal proposito Manganiello trova parecchie similitudini tra la Camorra e la Quarta Mafia: “Sono degli ammortizzatori sociali, danno da mangiare, propongono lavoro, ovviamente attraverso attività illecite. Ma se qui, come a Napoli, c’è la criminalità, qualche responsabilità ce le hanno anche le istituzioni perché hanno con il territorio un rapporto piuttosto superficiale“. 

Superficialità che spesso si associa a una certa pavidità nell’affrontare la questione mafia. E cita un episodio emblematico: “Qualche anno fa partecipai a una manifestazione per la legalità a San Nicandro Garganico, alla presenza del sindaco e dei rappresentanti della Camera di Commercio. Durante i rispettivi interventi nessuno osò citare la parola mafia. Tutto ciò è sconcertante. La mia impressione è che ci sia nella gente una paura strisciante che non va bene, che cade facilmente in una sorta di complicità, seppur involontaria. Lo diceva anche Borsellino, il silenzio è mafia“. 

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