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Mercoledì, 29 Giugno 2022

D'Auria non si arrende: "Seminerò anche l'anno prossimo". Appello ai foggiani: "Denunciate"

In dieci giorni, questo è il terzo tentativo di distruggere il raccolto di Lazzaro D'Auria. I primi due, fortunatamente, non sono riusciti. Ieri il vento favorevole ha alimentato le fiamme facendo bruciare circa 100 ettari di grano

Quasi 100 ettari andati in fiamme in pochi minuti. Come ci spiega lo stesso Lazzaro D'Auria in un'intervista telefonica, un campo di grano non prende fuoco così facilmente, quindi altro non può essere stato che un atto intimidatorio nei suoi confronti. E non è nemmeno un caso isolato dato che negli ultimi 10 giorni avevano già tentato in due occasioni di appiccare le fiamme al suo campo di grano all'Incoronata, senza riuscirci. Entrambe le volte, a causa del vento contrario, le fiamme si erano estinte senza provocare danni. Ma ieri pomeriggio il fuoco è stato appiccato in una zona più interna, con il vento forte e a favore, e in pochissimo tempo circa 100 ettari sono svaniti; che, tradotti in danno economico, significa circa 250mila euro.

D'Auria spiega anche che da circa 15 anni gli agricoltori sono stati presi di mira dalla mafia. Uliveti, vigne, grano e campi di pomodori vengono sistematicamente sabotati e, nella maggior parte dei casi, l'agricoltore è costretto a pagare. 

Siccome D'Auria non ha ricevuto nessuna richiesta negli ultimi anni, pensa che l'intimidazione possa provenire dal suo impegno nell'associazione antiracket Fai. 

Ma il coraggio di D'Auria, che si disse no alle richieste di pizzo, oggi è ancora più forte, come si evince dal messaggio che rivolge a tutta la comunità: "Foggiani, denunciate. Lo dovete fare per il futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti, deve sparire questo velo di omertà. A Foggia, chi vuole vivere, deve lavorare non delinquere. Intanto vi annuncio che l'anno prossimo il grano lo semineró di nuovo e lo porterò un'altra volta al raccolto" 

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