Via Imperiale, l’inciviltà al servizio della religione: uno scempio che fa male a Foggia

Porte, comodini, mobili vari, ex tavoli e sedie per il falò dell’Immacolata. Da due mesi lo scenario in via Imperiale è questo. Inutili sono state le segnalazioni fatte dai residenti

La situazione in via Imperiale

“E di cosa si meraviglia? Qui ogni anno è così: a ottobre cominciano a radunare porte, mobili vecchi e altro materiale, in attesa di allestire il falò dell’Immacolata. Ogni giorno vediamo dei furgoni che alla luce del sole svuotano il materiale e ripartono. E per oltre due mesi lo scenario è questo”. E’ quanto è possibile sentire da un abitante di via Imperiale o di via Sbano (che da un lato si affacciano su via Imperiale). Lì dove sorge un piccolo parco, un’area verde in cui sostare per un momento di relax.

In teoria, perché la pratica racconta altro, ovvero del teatro dell’inciviltà, tra gente che rilascia carte e bottiglie per terra, e chi sceglie la zona per consentire al proprio amico a quattro zampe di completare il processo digestivo. E poi c’è lo scempio che potete gustare nella nostra gallery. Un “capolavoro” di arte contemporanea, tra porte, comodini, mobili vari, ex tavoli e sedie non più utili per accogliere terga stanche, ma ancora buone per alimentare un falò.

Una discarica a cielo aperto che ha come fine ultimo la raccolta di combustibile per omaggiare la Madre di Gesù Cristo. In particolare la statua della Chiesa di Sant’Antonio, che ogni anno al termine della Processione la sera dell’8 dicembre, transita per via Imperiale tra centinaia di fedeli in preghiera, mentre fiamme alte diversi metri divampano al centro del parco, rilasciando un buco del diametro di diversi metri, di terra arida, su cui da anni non cresce più nulla. Insomma, due mesi di raccolta per il falò dell’Immacolata (le famose Fanòje). L’inciviltà al servizio della religione.

Per due mesi ci si trova dinanzi una discarica a cielo aperto, frequentata da ragazzini che maneggiano arnesi vari, ogni tanto accendono dei piccoli falò, e hanno addirittura costruito una piccola baracca. Piccoli ingegneri devastatori di un bene di proprietà del Comune. Che però a quanto pare non sembra interessarsi molto della vicenda. Nonostante le segnalazioni di chi non ci sta ad assistere inerme a una tale situazione. “Abbiamo ripetutamente effettuato segnalazioni all’assessorato all’Ambiente, al comando dei vigili urbani, ai carabinieri e polizia. Non è servito a nulla”, dichiara Anna Rita Melfitani, presidente dell’associazione “Guerrieri con la coda”, affiliata alle guardie Ecozoofile Endas. “E’ capitato che i vigili intervenissero per smantellare tutto. Ma dopo due giorni porte e mobili vecchi sono ricomparsi” afferma un altro abitante della zona.

Sconforto e rassegnazione alberga tra gli abitanti. Ma c’è una parte di foggiani che si disinteressa totalmente, forse per abitudine, o forse perché dà importanza al fine ultimo, l’omaggio all’Immacolata. Parafrasando Lubrano, la domanda nasce spontanea: E’ necessario usare un’area verde per accendere un falò? E soprattutto, è possibile che per oltre due mesi la suddetta area debba diventare una discarica?  Domande che gireremmo volentieri all’Amministrazione Comunale, che da anni nicchia sulla questione.

Se la zona nord di Foggia piange (il comparto Biccari) per una raccolta differenziata che non sta riscuotendo il successo sperato, la zona sud (quella di via imperiale) non ride. Ancora una volta è la periferia di Foggia a lanciare un allarme, a lamentare un disagio. Grida di dolore di sovente inascoltate. Perché non è solo la questione falò a generare malumori tra i foggiani: “Via Sbano non viene riasfaltata da quindici anni. Si procede con rattoppi che puntualmente si dissolvono alla prima giornata di pioggia. Mentre in altre zone in cui l’asfalto non era in condizioni così disastrose, il manto stradale è stato rifatto daccapo”. E chissà cosa potrà succedere quando la raccolta differenziata coinvolgerà anche la zona sud della città.

Uno scenario che mal si concilia con le dichiarazioni che il sindaco Landella rilasciò a inizio anno, dopo la decisione di estendere l’isola pedonale a piazza Giordano, quando parlò di “città più europea e moderna”. Sicuri che una gestione così superficiale di certe situazioni, sia il modo migliore per rendere Foggia una città Europea?

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