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Giardinetto, una bomba ecologica che dura da 20 anni. Gatta denuncia: "Bonifiche ferme e intanto crescono i tumori"

Il vicepresidente del consiglio regionale fa sapere di aver presentato un'interrogazione sullo stato dei lavori di bonifica, per i quali sono stati stanziati 29 milioni di euro ma che, a detta di Gatta, procederebbero con molta lentezza

“Il numero di tumori nell’area è a dir poco preoccupante, eppure le opere di bonifica pare che non siano state ancora avviate: sulla discarica di “Giardinetto”, in provincia di Foggia, ho ritenuto di dover depositare un’interrogazione diretta al presidente Emiliano". Esordisce così la nota stampa del vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta. "Un sito che si sviluppa su circa 70 ettari terreno, tra Troia e Bovino, trasformati in una discarica abusiva, con oltre trecentomila tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, sia sopra che sotto terra. Una vera e propria bomba ecologica con rifiuti tossici provenienti da tutta Italia e non solo. Nel 1999, le autorità locali certificarono la tossicità delle sostanze abbandonate nell’area oltre i limiti stabiliti dalla legge e, da quando il sito è in questo stato, non sono stati mai effettuati degli studi epidemiologici, sebbene siano aumentati a dismisura i casi di tumori e altre patologie che hanno colpito i cittadini che vivono o lavorano nei pressi nella discarica. Peraltro, le polveri tossiche sono state trasportate dal vento e pare che ci siano infiltrazioni nelle acque e nei terreni. E questa è storia, adesso parliamo del presente: la Giunta regionale, con determina del 12 settembre 2018 e d’intesa con l’Arpa Puglia ed il Comune di Troia, ha approvato lo stanziamento di 29 milioni di euro per le opere di bonifica del sito. Il processo di rimozione definitiva dei rifiuti speciali e pericolosi, in base al cronoprogramma allegato all’intesa tra i vari attori istituzionali, dovrebbe concludersi entro il 10 dicembre 2020. Ad oggi, però, nonostante roboanti proclami, interviste, ringraziamenti plateali  sui giornali, sembra che le operazioni non siano state nemmeno iniziate. Perciò - continua Gatta- chiedo al presidente Michele Emiliano un’assunzione di responsabilità e un linguaggio di chiarezza per dare delle risposte ad un’intera comunità, attanagliata da un problema grandissimo come questo che minaccia l’ambiente e la salute".

"Nell’interrogazione chiedo di sapere se sia vero, come ci risulta, che le opere di bonifica non siano state ancora avviate e se ritiene che il cronoprogramma stabilito possa essere rispettato, così come chiedo che la Giunta regionale dica se intende portare avanti uno studio epidemiologico e un altro sull’inquinamento ambientale in tutta la zona interessata. Sono passati troppi anni inutilmente, quasi un ventennio: la popolazione merita un intervento celere ed efficace per tornare a vivere con serenità".

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