Cavalcavia chiuso, e i commercianti si sfogano: "Tragedia: vendite calate del 50%"

Tutto questo a causa della chiusura del ponte, interdetto al traffico veicolare da oltre 40 giorni, dopo un incendio nel campo rom abusivo. E su FB apre la pagina verità 'Le vere vittime del ponte di via Bari a Foggia'

Ponte via Cerignola. Immagine di repertorio

Il calo delle vendite c’è: è reale, tangibile, preoccupante. Gli affari, per le attività presenti in via Bari, corso del Mezzogiorno e loro addentellati, si è dimezzato. Troncato di netto. Meno 40%, meno 50% spiegano disperati i commercianti. Tutto questo a causa della chiusura del cavalcaferrovia di via Cerignola (prosieguo di via Bari-Corso del Mezzogiorno), interdetto al traffico veicolare da oltre 40 giorni, dopo un incendio sviluppato nel campo rom abusivo che si estende ai suoi piedi e che ne avrebbe indebolito la struttura.

Ieri sera, sul ponte chiuso da settimane sono iniziate le prove di carico per verificare la sussistenza o meno dei parametri di sicurezza e staticità; stamattina le prime promesse dal Comune: “Lavori entro tre settimane” ha dichiarato il neo-assessore ai Lavori Pubblici De Rosa. Ma i commercianti non si accontentano di promesse, loro temono di dover licenziare personale o, peggio, abbassare le saracinesche e dichiarare fallimento. E’ questa la summa degli sfoghi raccolti in un video ieri sera, in loco, dal foggiano Francesco Paolo Gentile che, dopo questa lunga attesa, auspica celerità verifica di staticità, che nella migliore delle ipotesi consentirà la riapertura del ponte a senso di marcia alternato.

LAMENTELE, SFOGHI E DISAGI: ECCO IL VIDEO

Ma sono tanti i cittadini a loro dire danneggiati da questa chiusura, e dalla conseguente deviazione del traffico veicolare. C’è anche chi ha deciso di aprire una pagina Facebook ad hoc, che raccoglie tutte le “vittime” dell’accaduto. Emblematico il nome del gruppo virtuale: “Le vere vittime del ponte di via Bari a Foggia”, e non c’è altro da aggiungere. “Migliaia di persone ogni giorno sono costrette a percorsi tortuosi, a percorrere decine di chilometri in più, tra fossi che danneggiano le autovetture e passaggi a livello chiusi con code chilometriche. Sarà noto all’Amministrazione Comunale di Foggia, in perenne campagna elettorale ed impegnata solo a risolvere beghe interne di spartizione di poltrone, come in quest’ultimo periodo, dopo il ponte, uscendo dalla città, sono presenti attività economiche rilevanti anche per la forza lavoro che impiegano, che hanno visto drasticamente calare il loro volume di lavoro e che ben presto ridurranno la forza lavoro impiegata?”, si legge nella pagina.

“Per non parlare poi delle decine di famiglie residenti costrette, anche solo per fare la spesa, ad andare a lavorare o accompagnare i figli a scuola, ad enormi disagi. Si è calcolato che la percorrenza giornaliera delle auto di costoro può arrivare anche a 150-180 chilometri, per continuare a vivere e mantenere la residenza a Foggia, dovendola altrimenti trasferire a Carapelle. Per non parlare di tutte le centinaia di pendolari che giornalmente convergono su Foggia dai paesi limitrofi, e dei foggiani che si recano per lavoro alla zona industriale o in provincia. E pensare che vi è chi si preoccupa del secondo casello autostradale all’Incoronata, opera senza dubbio meritoria, ma, viene da chiedersi, poi una volta usciti lì, come si dovrà giungere a Foggia ? E tutto questo nel più assoluto silenzio, poiché finora nessuna spiegazione o modalità di soluzione e tempistica è stata indicata dall’Amministrazione comunale”.

La pagina raccoglie sfoghi, denunce, proposte concrete per cercare soluzioni possibili. “Come pensa l’amministrazione comunale o il prefetto di Foggia per risolvere il problema? Vi è anche un problema sanitario e/o di pronto intervento per le zone al di là del ponte. E’ già successo che una ambulanza abbia impiegato 30 minuti per giungere 500 metri dopo il ponte, o che sia rimasta ferma al passaggio a livello su via San Lorenzo o su via Trinitapoli. Per non parlare poi della assenza di presidio di questa parte del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, che non lo hanno più sulla loro direttrice di marcia occasionale. Ed è capitato di sentire donne sole preoccupate di dovere fare rientro a casa in ore serali sugli accidentati e bui percorsi, dovendo anche spesso attendere ferme ad un passaggio a livello. Non vi è più la linea ATAF n. 20, che nei due sensi di marcia collegava questa zona al di là del ponte con il centro cittadino e/o l’Incoronata”.

“Dal prefetto Tirone, si attende anche una altra risposta: come è possibile che il ponte sia pericolante per il solo traffico veicolare sovrastante e non già per l’intenso traffico di treni che vi passa sotto, e che produce vibrazioni ben superiori? Non è doveroso forse interdire anche la circolazione dei treni sotto il ponte, per la pubblica e privata incolumità, con poteri sostitutivi dinanzi all’inerzia della Amministrazione comunale? Se ciò fosse fatto, sicuramente aumenterebbero le possibilità di soluzione del problema, avendovi anche le Ferrovie interesse, visto che voci di corridoio sostengono che, dopo tutto il tempo sin qui trascorso, il Comune di Foggia non è riuscito ancora a stabilire chi deve intervenire (Ferrovie, Anas, Provincia e Comune). Si conosce il numero dei treni merci, di centinaia di metri di lunghezza e carichi di centinaia di auto provenienti dallo stabilimento Fiat di Melfi, che giornalmente passano sotto il ponte, o dei treni passeggeri?”

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“Dal sindaco di Foggia, invece, si attende un’altra risposta: risponde al vero che nella concessione edilizia rilasciata per la costruzione di ‘Foggia 2’ in adiacenza all’autoparco della Polizia di Stato, era previsto a scomputo degli oneri di urbanizzazione il rifacimento del ponte di via Bari, a cura e spese della impresa costruttrice ed a fronte della possibilità di edificare case su terreni agricoli? E ciò, prima dell’inizio dei lavori di cui alla concessione edilizia. E’ mai stato comunicato questo inizio dei lavori, e se si quando? Si parla ora di un cambio di programma parziale del cantiere ‘Foggia 2’, patrocinato e portato avanti su tavoli forse romani, ci si augura non dimenticando che quelle cubature erano state concesse nell’ambito di un bando ad inizio nuovo millennio e soprattutto che il rifacimento del ponte di via Bari deve per forza ancora essere previsto?”. Tante domande, nessuna risposta: nelle mani un pugno di mosche e tanti disagi.

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