Foggia risponde all'appello, sono già 8mila i cittadini che vogliono la DIA: "Vogliamo restare qui e un futuro migliore"

Un “tesoretto” di adesioni importante, che si va ad aggiungere alle oltre 6mila raccolte in passato dall’associazione ‘Populus’, la cui istanza è stata di fatto ‘riattivata’ dall’organismo consultivo guidato da Pierluigi Zarra

Il Forum dei Giovani

Sono oltre 2mila - numero più, numero meno - le firme raccolte nel fine settimana dagli attivisti del Forum dei Giovani, per chiedere l’istituzione della sezione distaccata della Direzione Investigativa Antimafia a Foggia.

Un “tesoretto” di adesioni importante, che si va ad aggiungere alle oltre 6mila raccolte in passato dall’associazione ‘Populus’, la cui istanza è stata di fatto ‘riattivata’ dall’organismo consultivo ora guidato da Pierluigi Zarra. Ad animare il gazebo, situato lungo l’isola pedonale cittadina, c'era il Forum dei Giovani con la fondamentale collaborazione di tre associazioni del territorio (Centro culturale ‘Visioni’, associazione ‘Ultimi per la Legalità’ e l’associazione studentesca universitaria ‘Area Nuova’).

Ad aderire alla petizione, lo scorso sabato, anche don Aniello Manganiello, il sacerdote anticamorra fondatore di ‘Ultimi’ (giunto appositamente da Napoli) e i candidati sindaci Franco Landella e Pippo Cavaliere. “L’obiettivo è raccogliere 50mila firme per l’istituzione di una sezione staccata della DIA in città. La petizione verrà presto pubblicata on-line, sulla piattaforma change.org, mentre la raccolta firme verrà fatta circolare a breve in tutti i Dipartimenti dell’Università di Foggia e anche nei comuni della provincia”, assicura Zarra a FoggiaToday.

“Partiamo da una base di circa 8mila firme e con la pubblicazione online apriremo la petizione ai tanti foggiani che vivono fuori e a quanti hanno sentono forte il bisogno di legalità. L’obiettivo 50mila firme è quindi assolutamente alla portata”, assicura. “Avere una sezione distaccata della DIA sul territorio significherebbe avere una risposta forte da parte dello Stato, una risposta che la comunità e le nostre istituzioni attendono in un contesto sociale omertoso, dove la gente perbene è spesso costretta ad abbassare la testa. E’ significativo che siamo proprio noi giovani a lanciare questa petizione: significa che c’è ancora chi si interessa alla vita sociale di questo territorio. Abbiamo scelto di restare nella nostra città e vogliamo credere questo territorio tutta possa aspirare ad un futuro migliore”.

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