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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Detenuto fabbrica un'arma in cella utilizzando la lamette da barba: condannato

Condanna a 6 mesi di reclusione e 1000 euro di multa. E’ quanto stabilito dal giudice al termine del processo di primo grado. Il plauso del segretario generale Fs-Cosp, Domenico Mastrulli, per l'attività svolta dalla polizia penitenziaria

Detenuto ‘fabbrica’ un’arma, rudimentale ma pericolosissima all’interno del carcere di Foggia: condannato a 6 mesi di reclusione e 1000 euro di multa. E’ quanto stabilito dal giudice al termine del processo di primo grado.

L’uomo è ristretto nel penitenziario dauno,  uno tra i più affollati d’Italia e della Puglia. Il detenuto aveva congeniato l’arma rudimentale ma di estrema pericolosità recuperando le lame dei comuni rasoi da barba (purtroppo in libera vendita nella mercuriale autorizzate all’interno degli istituti penitenziari), incastonate e saldate con sorprendente inaudita maestria in residuati di una molletta in plastica. tanto da agevolarne la manipolazione, la presa e, dunque, l’eventuale criminale impiego anche di elevatissima pericolosità sulle persone laddove utilizzata.

“A contrastare l’illecita criminale condotta dell’avventato recluso e a disinnescare la vera concreta minaccia di chissà quale ostile progetto o proposito, ci ha pensato la consolidata esperienza di un assistente capo coordinatore dello stesso reparto della polizia penitenziaria, da tempo preposto alla sicurezza dei visitatori esterni e soprattutto degli avvocati e dei magistrati a vario titolo accedono nel carcere per il disbrigo delle loro funzioni istituzionali”, spiega il  segretario generale nazionale della Fs-Cosp, Domenico Mastrulli, che plaude all’operato della polizia penitenziaria.

“Quello della fabbricazione, della detenzione e spesso dell’impiego di arma di fattura artigianale è un fenomeno largamente diffuso tra la popolazione nazionale detentiva che mina la sicurezza delle carceri e delle persone che le popolano e che ha sempre impegnato e continua ad impegnare sforzi energie del reparto, in questo caso di polizia penitenziaria di Foggia”, denuncia Mastrulli. “Si pensi che nel solo anno corrente, l’Ufficio di polizia  giudiziaria del  penitenziario di Foggia ha sequestrato materialmente cinque armi di fattura artigianale e deferito all’autorità giudiziaria diversi detenuti”.

“Ben consci che il carcere non sarà mai immune da simili fenomeni, l’Amministrazione penitenziaria ha il dovere di pensare a prassi differenti da quelle attualmente seguite e a strumenti e tecnologie differenti, al fine di privare i ristretti di opportunità e di strumenti di indubbia pericolosità, come le lamette da barba e le bombolette di ricarica a gas dei fornellini scaldavivande regolarmente in mercuriale nelle carceri. Auspico -  conclude - che l’amministrazione centrale  riconosca e conferisca  a tutti gli intervenuti la ‘Lode Ministeriale e Compiacimento’ per l’ottimo lavoro di anticriminalità posto in essere dai dipendenti di polizia penitenziaria”.

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