Imbrattò il busto di Rosati, denunciato 20enne: così Foggia 'inaugura' il DL sulla Sicurezza Urbana

Il Comune tra i primi in Italia ad applicare il Decreto Legge entrato in vigore lo scorso 20 febbraio. Denunciato dalla Polizia Municipale un 21enne bengalese che aveva imbrattato busto presente nella villa comunale “Karol Wojtyla"

Il busto di Giuseppe Rosati in villa comunale

Il Comune di Foggia sarà uno dei primi Comuni italiani ad applicare i contenuti del Decreto Legge sulla Sicurezza Urbana, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri.

La circostanza in cui l’Amministrazione comunale ha invocato l’applicazione delle sanzioni del ‘Decreto Sicurezza’ è stata l’imbrattamento  del basamento del busto di Giuseppe Rosati presente all'interno della villa comunale Karol Wojtyla di Foggia. Il fatto, accaduto lo scorso 28 febbraio, ha messo in moto la macchina delle indagini della Polizia Locale che hanno portato all’individuazione e alla denuncia di un giovane bengalese di 21 anni residente in Italia perché richiedente asilo.

La deturpazione del basamento del busto di Giuseppe Rosati, oggi in fase di restauro, è avvenuta attraverso di scritte con un pennarello che si sarebbero protratte se non fosse stato per la tempestività dell’intervento che ha impedito un danno più ben grave. Il 21enne autore del gesto è stato dunque denunciato ai sensi dell’articolo 639 C.P. e del Decreto Legge numero 14 del 2017 avente ad oggetto ‘Disposizioni in materia di Sicurezza Urbana’ entrato in vigore solo lo scorso 20 febbraio.

Sulla base del ‘Decreto Sicurezza’, il giudice, in caso di condanna, può disporre ‘l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l’obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna’.

“Si tratta di un segnale estremamente importante, perché descrive da un lato l’efficacia del lavoro condotto dal Corpo di Polizia Municipale e dall’altro racconta la capacità di recepire rapidamente spirito e senso del cosiddetto ‘Decreto Sicurezza’ – commenta il sindaco di Foggia, Franco Landella –. Avvalersi dei contenuti del Decreto, infatti, significa per i Comuni avere più poteri e, comunque, maggiori margini di intervento nell’ambito di questo delicatissimo campo”.

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“Essere uno dei primi Comuni italiani ad aver applicato le disposizioni del ‘Decreto Sicurezza’ vuol dire essere al passo con le più recenti novità legislative – aggiunge l’assessore con delega alla Polizia Municipale, Claudio Amorese –. Questo Decreto fornisce infatti alle Amministrazioni comunali nuovi ed utili strumenti attraverso i quali dare delle risposte alla crescente richiesta di sicurezza che giunge dai cittadini. Noi intendiamo sfruttare fino in fondo queste possibilità, così come abbiamo cominciato a fare da subito. Un grazie va al Corpo di Polizia Municipale, che anche in questa circostanza ha dimostrato un’importante e qualificata specializzazione, ottenuta in un percorso di costante aggiornamento”.

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