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Choc a Foggia, con i pantaloni aperti e senza intimo avvicina e molesta due studentesse: "Abbiamo avuto tanta paura"

Lo sfogo di due giovani studentesse foggiane, vittime di molestie sessuali da parte di un giovane uomo che le ha raggiunte in strada, in via Strampelli, afferrandone una per la spalla, presentandosi a loro a petto nudo, con i pantaloni aperti e senza biancheria intima

Immagine di repertorio

“Il fatto che una donna debba modificare le proprie abitudini e privarsi della propria libertà in favore di quella di un criminale ci ripugna”. Lo sfogo, sacrosanto, è quello di due giovani studentesse foggiane, vittime di molestie sessuali da parte di un giovane uomo che le ha raggiunte in strada, afferrandone una per la spalla, presentandosi a loro a petto nudo, con i pantaloni aperti e senza biancheria intima.

Tutto ciò in strada, in pieno giorno, tra la Biblioteca Provinciale e il Comando provinciale dei carabinieri, a Foggia. La vicenda risale alla mattina dello scorso 22 giugno, ed è cristallizzata, nero su bianco, nelle due pagine di denuncia raccolta dai militari dell’Arma. Nelle parole delle due studentesse, entrambe 22enni, c’è rabbia, paura e un forte senso di ingiustizia per quanto vissuto: “Non è giusto che un luogo che per noi è una seconda casa, non possa essere più percepita come sicura per episodi e avvenimenti come quello che ci è capitato”, denunciano.

Le studentesse, si legge nella denuncia, erano appena uscite dalla biblioteca provinciale e stavano raggiungendo l’auto, parcheggiata in via Strampelli (la stradina che costeggia la caserma dei carabinieri), quando si sono imbattute nel molestatore: “Abbiamo notato subito questo giovane uomo, di colore, senza maglietta. Ci fissava in maniera molto insistente mentre noi cercavamo di accelerare il passo per raggiungere l’auto”, spiegano a FoggiaToday.

“Quando ci ha raggiunte, senza dire alcuna parola, ci ha strette verso le auto parcheggiate e mi ha afferrato per una spalla” , racconta la ragazza che ha subito la molestia diretta. “Sono riuscita a divincolarmi e, con la mia amica, ho iniziato a correre verso la macchina. Siamo entrate, ho chiuso dall’interno gli sportelli ma lui ci ha raggiunte ha tentato di aprire lo sportello; poi ha iniziato a battere forte le mani contro il finestrino. A quel punto la mia amica ha notato che, oltre al pantalone aperto, non indossava biancheria”.

Seppure scosse, le ragazze sono riuscite a mettere l’auto in moto e raggiungere l’ingresso principale della caserma dei carabinieri. “Qui, sbracciandoci, abbiamo attirato l’attenzione di una pattuglia in transito. Abbiamo indicato ai militari l’uomo, che nel frattempo stava scappando in direzione villa comunale, e il militare ci ha invitato a sporgere denuncia”. Cosa è stata fatta nel giro di pochissimo tempo.

“Il maresciallo che ha raccolto la nostra testimonianza ci ha spiegato che si tratta di un soggetto noto per questo tipo di reati (abbiamo proceduto anche al riconoscimento fotografico) e che appena una settimana fa si era appostato, nelle stesse condizioni, nei pressi di un asilo”, aggiungono. Insomma, un molestatore seriale di cui forniscono anche una precisa descrizione: un uomo di 33 anni, alto circa 1.80, muscoloso; capelli corti ricci e barbetta. “Alla paura è poi sopraggiunta la rabbia perché, in fase di denuncia, ho dovuto specificare perché avessi le spalla scoperte, ovvero per il caldo afoso di questi giorni; una prassi che, nel 2021, mi ha sconvolto”, continua la ragazza.

Nonostante tutto, le ragazze hanno ricominciato a frequentare la biblioteca per motivi di studio e, due giorni dopo, una loro amica si è imbattuta nello stesso uomo. “Siamo spaventate e arrabbiate”, ribattono le studentesse. “Perché c’è un sistema, generale, che non ci tutela. Non vogliamo metterla sul piano politico. Il nostro è un discorso generale di sicurezza. Noi non ci sentiamo sicure ogni volta che un uomo - di qualunque età o provenienza - tenti un approccio molesto o ci riservi apprezzamenti a sfondo sessuale”.

“Fa rabbia il fatto che questi episodi siano successi in pieno giorno e in centro cittadino. Mi ritengo fortunata di essere riuscita a mantenere la lucidità, di essere riuscita ad aprire l’auto senza incepparmi (avevamo in mano libri e fogli, oltre allo zaino in spalla). Diversamente non voglio immaginare cosa sarebbe accaduto”, concludono.

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