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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Calcio in faccia da un poliziotto: il 23enne che ha forzato il posto di blocco denuncerà l'agente per lesioni

L'avv. Ferragonio: “Il ragazzo ha riportato una prognosi di 7 giorni. La tac alla quale è stato sottoposto fortunatamente non ha riportato danni a livello del setto nasale”

Il prossimo martedì verrà celebrata la 'direttissima' a suo carico (è accusato del reato di resistenza a pubblico ufficiale per aver forzato il posto di blocco). Dopodiché, il 23enne foggiano Leonardo Di Francesco, rappresentato dall’avvocato Paolo Ferragonio (entrambi in foto), depositerà una denuncia per l’aggressione subìta lo scorso 2 aprile, quando è stato colpito con un calcio in pieno viso da un poliziotto, mentre era a terra, immobilizzato da un altro agente, al termine di un inseguimento.

La sequenza degli eventi è cristallizzata in un video amatoriale, diventato in breve virale su Tik Tok. Secondo quanto accertato, il ragazzo era in auto con un amico quando è incappato in un posto di blocco della polizia in corso del Mezzogiorno. Il giovane - privo di patente perché mai conseguita e con il veicolo sottoposto a fermo amministrativo - ha forzato il blocco ingranando la marcia. Ne è quindi scaturito un inseguimento, al termine del quale il 23enne è stato fermato. Poi, a due passi dal palazzone dell’Onpi, è scattata la violenza, filmata con un cellulare.

“Per il fatto - spiega a FoggiaToday l’avv. Ferragonio - il ragazzo ha riportato una prognosi di 7 giorni. La tac alla quale è stato sottoposto fortunatamente non ha riportato danni a livello del setto nasale, ma è molto scosso dall'accaduto”. Raccolta tutta la documentazione sanitaria, verrà presentata una denuncia per lesioni, circostanza aggravata perché commessa da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

L’agente responsabile del gesto, nel pacchetto dei rinforzi destinati a Foggia dalla ministra Lamorgese per far fronte all’emergenza criminalità, è stato già trasferito e a suo carico è stato aperto un procedimento disciplinare. Il 23enne, che ha ammesso il suo errore, ha inoltre denunciato ulteriori violenze, da parte dello stesso agente, anche successivamente a quelle immortalate in questura. Sul punto, sia gli uffici di via Gramsci che la procura della repubblica sono chiamati a fare chiarezza.

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