"Basta mollo tutto!". Giovanna, l'imprenditrice che lotta contro prepotenti e silenzi: "Mi arrendo, vendo fagiolini"

Gio Horses, Casa Cavalli di San Nicandro Garganico, non può accogliere ospiti perché l'unico accesso è impraticabile. La titolare, stanca dei soprusi subiti in questi anni, medita di gettare la spugna dopo reiterate denunce ed esposti

"Mi arrendo. Vendo fagiolini". La provocazione di Giovanna De Cato è un atto di resa e un'altra ferita in una terra rigogliosa e aspra allo stesso tempo. Giovanna è un'imprenditrice di San Nicandro Garganico che in contrada Don Luca ha tirato su, anni fa, un B&B meta da un annetto di un turismo esperienziale originale, che si sostanzia in vacanze equestri e contatto con la natura. Vuole gettare la spugna per 900 metri di strada pubblica che collega la Statale 89 alla sua Casa dei Cavalli allo stato brado Gio Horses nel cuore del Parco Nazionale del Gargano,a due passi dai laghi di Lesina e Varano e a una manciata di chilometri dal mare. Sterrata, anche quella allo stato brado, buia di notte, in alcuni punti da 7 metri di larghezza si è ristretta a 3 metri, invasa dalla vegetazione spontanea. "Adesso è impraticabile, io mi rifiuto proprio di far arrivare il pubblico in queste condizioni - lamenta Giovanna De Cato - C'è un'incuria totale". È intenzionata a mollare tutto, o perlomeno a non accettere prenotazioni per il momento, non per il Covid, non per la crisi economica imperante, ma per meno di un chilometro di strada che è diventata un incubo. 

Su Booking, i punteggi eccellenti delle recensioni sono macchiati dalla sola pecca di quella strada piena di rovi. "Il turista che arriva qui è un turista che gira il mondo e già quando arriva all'ingresso della strada si spaventa". È una storia che va avanti da sei anni, dal 2014, ancor prima di avviare la sua attività. A seguito di un'alluvione, anni fa, è stato effettuato un intervento tampone da parte del Comune e sono stati ripristinati solo alcuni tratti di quella strada. Più recentamente erano partite delle potature, stranamente sospese: "Sono passati due anni dall'ultimo tentato intervento". Senza paura, Giovanna denuncia pubblicamente i soprusi e le angherie di "un prepotente della zona". Ha portato l'Amministrazione in tribunale per quei lavori pubblici bloccati e la manutenzione mai completata.  Allora il Comune e la ditta negarono di aver subito pressioni per interrompere gli interventi. "Mi ritrovo sola, non posso fare nulla, non mi posso permettere nemmeno di ripulire il tratto di strada perché questa persona puntualmente mi minaccia e il Comune non interviene. Ho le mani legate. Dopo sei anni sono proprio stanca".

La strada è un bene ex Ersap (Ente di Riforma Sviluppo Agrario in Puglia). Più di un mese fa l'imprenditrice ha protocollato in Comune l'ennesimo esposto, senza alcuna risposta. Aspetta e spera da anni, "poi davanti all'evidenza uno si deve anche arrendere, sono passati due anni da quando ci sono le stesse persone in Comune". Ha provato a dare fiducia anche all'ultimo sindaco ma ora è rassegnata. "Mi sento distrutta. Ho investito tutto quello che avevo qui. Io non ho un'altra attività, lo faccio di mestiere". Sull'onda della disperazione, è partito il suo sfogo sui social, impavido, un potente j'accuse sull'inerzia dell'amministrazione e sulla "sua omertà di fronte alle prepotenze e soprusi di un tale noto che impedisce perfino di mantenere una strada accessibile e che impunemente continua ad occuparla con arbusti e frasche secche, se non massi e ogni materiale di risulta". L'amara conclusione è che "questo territorio merita solo questo. Illegalità profusa e diffusa, anzi anche agevolata".

Ha appena 37 anni e due figli maggiorenni ed è a loro che vuole dare il buon esempio, con la schiena dritta. "Io sono sempre andata avanti rispettando la legge, con le buone, dialogando con le istituzioni. In queste zone è difficile andare avanti in questo modo. I mezzi facili li conoscono tutti. Esiste l'istituzione, ho un diritto e vorrei che le cose funzionassero come devono". Ce l'ha messa tutta. Ha chiesto al Comune di autorizzarla a pulire quella strada ma niente. I suoi sacrifici e il suo sogno nella natura rischiano di sfumare per sempre per 900 metri di strada. "Spero solo di continuare a lavorare su ciò che ho costruito. Nient'altro".

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