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L'olio sequestrato

L'olio sequestrato

Truffa dell'olio: 200 litri 'fantasma' nel bagagliaio, di un oleificio inesistente e di un'impresa di trasporto fallita due anni fa

E’ quanto scoperto dalle fiamme gialle ad Aversa. L'olio sequestrato risultava prodotto da una azienda barese inesistente e distribuito da una ditta di Cerignola, ma cessata due anni fa

Olio evo in viaggio da Foggia ad Aversa, scatta il sequestro di 200 litri di prodotto ‘fantasma’: dall’etichetta risultava, infatti, prodotto da una azienda barese inesistente e distribuito da una ditta di Cerignola, cessata due anni fa.

E’ quanto scoperto dalla guardia di finanza ad Aversa, nell’ambito della costante attività di controllo economico del territorio finalizzata a contrastare le frodi contro l’industria ed il commercio. Nel dettaglio, le fiamme gialle hanno individuato, a Gricignano di Aversa, un’autovettura condotta da un soggetto di Cerignola, che trasportava nel bagagliaio circa 200 litri di olio ‘extravergine di oliva 100% italiano’ privo di ogni tracciabilità in quanto contenuto in lattine e bottiglie di vetro riportanti sull’etichetta dati falsi circa l’impresa produttrice, in realtà inesistente.

I finanzieri, insospettiti dalle modalità di trasporto e di vendita del prodotto e dalle limitate indicazioni riportate nell’etichetta hanno infatti esteso gli accertamenti sulla provenienza dell’olio. E’ stato così accertato che l’azienda produttrice indicata in etichetta, un oleificio di Bari, era in realtà inesistente, mentre la società distributrice riportata nei documenti di trasporto era un’impresa del cerignolano cessata da oltre due anni e gestita da un soggetto nullatenente.

Stante la detenzione di olio alimentare di provenienza sconosciuta, riportante etichette idonee a trarre in inganno i consumatori circa l’origine e la qualità dello stesso, l’uomo – 30enne ofantino, anch’egli titolare di un’impresa commerciale e già gravato da svariati precedenti di polizia per truffa ed altri analoghi reati - è stato denunciato alla procura di Napoli nord per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci ed ora rischia la reclusione fino a due anni e una multa pari a 20mila euro.

L’ipotesi più accreditata è che il prodotto rinvenuto, immediatamente sottoposto a sequestro per le necessarie analisi di laboratorio, non abbia neanche le qualità organolettiche dichiarate e che sia stato così etichettato solo per trarre in inganno gli ignari consumatori finali convinti di acquistare un prodotto di alta qualità proveniente dalla molitura di olive pugliesi.

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