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Matteo Pio Ciavarella

Matteo Pio Ciavarella

Denuncia assenteismo, inizia l'inferno per Matteo. "Sensibilizzeremo Mattarella. I soprusi si combattono, non si subiscono"

Dalla Puglia due storie, altrettante denunce di illegalità sul lavoro. Matteo Ciavarella da Foggia e Michela Piccione da Taranto. Abate: "Assieme proveremo a ripristinare l'agibilità democratica sul lavoro in Capitanata"

Entrambi hanno denunciato dinamiche di illegalità sul luogo di lavoro. Entrambi nella stessa regione, la Puglia. Ma rappresentano rispettivamente le facce (opposte) della stessa medaglia: uno isolato e ghettizzato, l'altra premiata dall'assunzione a tempo indeterminato e insignita di una importante onorificenza.

Sono due storie che vengono dalla Puglia, da Foggia e da Taranto più precisamente. Il primo riguarda le vessazioni e il mobbing subito da Matteo Ciavarella, per aver denunciato i colleghi assenteisti al Consorzio di Bonifica; l'altra vede protagonista la tarantina Michela Piccione che ha denunciato lo sfruttamento sul lavoro nei call center.

Per lei, interviene il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la nomina Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana "per il suo coraggioso gesto di denuncia delle condizioni di sfruttamento del lavoro giovanile". E dopo 18 anni di precariato, la Tim, in due giorni, gli offre un contatto di lavoro a tempo indeterminato nella sede di Bari o Gallipoli.

Per Matteo, invece, la sua denuncia è costata l'isolamento dai colleghi e da quei sindacati che avrebbero dovuto tutelarlo, il licenziamento, il reintegro al lavoro senza essere risarcito a seguito di ricorso, sottoposto a costi gravosi per ricorrere alla giustizia e soprattutto tante vessazioni che continuano a non rendere serena l'attività lavorativa giornaliera.

Estraneato dalla causa di assenteismo, non ha ricevuto nemmeno l'autorizzazione ad essere avvicinato nella sede più vicina alla sua residenza. "Da un anno Matteo si è rivolto coraggiosamente al Sifus e nella nostra organizzazione sindacale, oltre ad aver trovato dirigenti sindacali che hanno sposato la sua causa, ha trovato una famiglia", puntualizza Ernesto Abate, segretario nazionale Sifus Confali Consorzi di Bonifica. 

"Ed è proprio perché stiamo ricostruendo la stima in sé stesso che nella sua scelta coraggiosa di Matteo oggi possiamo dire che non è più solo. Tra l'altro in questi giorni si sta costituendo la rete sindacale territoriale e visti i limiti dovuti dai Dpcm, resta da definire solamente quando avviare la prima videoconferenza.  Assieme proveremo a ripristinare l'agibilità democratica sul posto di lavoro di tutti i lavoratori della Capitanata e se necessario a tutela di Matteo, sensibilizzeremo lo stesso Presidente della Repubblica, cosicché tutti capiscano che di Michela Piccione e di  Matteo Ciavarella ne dovremmo avere a migliaia, a testimonianza del fatto che i soprusi si combattono e non si subiscono".

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