Decreto Salva Città, l'opposizione: i foggiani colpiti da altre tasse

Longo, Agostinacchio, Ventura, Landella, Verile, Iaccarrino e Agostinacchio, attaccano il sindaco Mongelli: "Visto il fallimento su tutta la linea, farebbe bene a dimettersi"

Il decreto-salva città è passato in Consiglio comunale, ma i consiglieri di opposizione non ci stanno, e attaccano nuovamente il sindaco, il cui tentativo di risanamento, secondo i consiglieri, sarebbe completamente fallito. 

Dopo che il Ministero dell’Economia e Finanza, in data 4 luglio 2008, nel corso di una lunga ispezione aveva sancito l’esistenza dei sintomi di dissesto finanziario;

-dopo che la Corte dei conti con deliberazione n.59/PRSP72010 evidenziava l’esistenza dei presupposti del dissesto finanziario;

-dopo che i Revisori dei conti  Chinni e D’Alessandro,in data 15 ottobre 2010, ed il revisore  Zichella nel novembre del 2010, avevano avvertito il sindaco che il comune di Foggia si trovava in situazione di dissesto finanziario;

-dopo che i consiglieri di opposizione (a seguito delle dichiarazioni della Corte dei conti che aveva avvertito che il ritardo nella dichiarazione del dissesto finanziario avrebbe aggravato la situazione e procurato danni incalcolabili all’Ente) avevano invano presentato una proposta di dichiarazione di dissesto finanziario del comune di Foggia,ottusamente respinta dal sindaco e dal centrosinistra;

-dopo inutili piani di alienazione ed insussistente Piano di rientro finanziario;

-dopo aver deliberato,appena tre giorni fa,l’esistenza degli equilibri di bilancio;

Il sindaco Mongelli, l’assessore Lisi, il dirigente Di Cesare ,

si svegliano da un lungo sonno ed iscrivono all’ordine del giorno del consiglio comunale di venerdì 21 dicembre la delibera per richiedere al Governo l’accesso al decreto “Salva-Città”, a norma dell’art. 243-bis del Tuel, che presuppone inderogabilmente la sussistenza di “gravi squilibri strutturali di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario dell’ente comunale” e l’ammissione di “comportamenti difformi dalla sana e corretta gestione finanziaria”.

E’ la prova che con grande incoscienza ed irresponsabilità, il sindaco Mongelli, il dr Di Cesare ed ultimamente l’assessore Lisi, hanno detto menzogne ed attestato il falso sui conti comunali, aggravando ulteriormente il deficit strutturale di bilancio,non  suturando a tempo emorragie provenienti dalle società partecipate, e mancando di bloccare . a) le azioni esecutive;b) la produttività di interessi,) la rivalutazione monetaria dei debiti insoluti;

Il sindaco Mongelli, il responsabile dei servizi finanziari Di Cesare e l’assessore Lisi nascondono e non dicono alla città ed ai cittadini che facendo ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ed usufruendo del cosiddetto Fondo di rotazione, previsti dalla Legge 213/2012 detta “SalvaCittà”, devono obbligatoriamente:

 - aumentare le aliquote o tariffe dei tributi locali,come tarsu ed imu e non solo ;

-  assicurare la copertura dei servizi a domanda individuale e quindi far pagare per intero ai cittadini asili nido,mense,trasporti,utilizzo delle strutture sportive etc.;

-bloccare  la realizzazione delle opere pubbliche,comprese le manutenzioni stradali e della pubblica illuminazione;

-ridurre drasticamente i servizi pubblici essenziali,con la riduzione del 10% delle prestazioni di servizi,con la logica conseguenza di altri licenziamenti;

CITTADINI RIDOTTI IN MISERIA - Se Mongelli ed il centrosinistra, invece di dedicarsi all’edilizia ed alla svendita scellerata del patrimonio comunale, avesse ascoltato l’opposizione ed approvato quindi, nel 2010, il dissesto finanziario,oggi avremmo da tempo iniziato, seriamente, il risanamento finanziario, si sarebbero già trovati i responsabili del disastro contabile e non ci troveremmo con l’azienda Amica fallita, con l’Amgas svenduta, con ATAF prossima a fallire, con centinaia di lavoratori licenziati ed una città con servizi da terzo mondo.

Anche i ciechi, i sordi ed i muti sanno inoltre che con la richiesta di accesso al pre-dissesto da parte del sindaco, purtroppo si configura una sanatoria nei confronti di quegli amministratori che, come nel caso di Foggia,hanno commesso gravi crimini di natura contabile-finanziaria.

                                      

La riprova dell’arroganza e dell’incapacità del centrosinistra di fare sistema nell’interesse della città è costituito dal fatto di iscrivere all’ordine del giorno del consiglio comunale un argomento così importante, dando solo 24 ore di tempo ai consiglieri per leggersi le carte, senza passare neanche per la commissione consiliare competente per il parere: parere che il regolamento stesso definisce obbligatorio. Illegalità e confusione è questo lo slogan di Mongelli e del centrosinistra

SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE - E’ questa l’unica soluzione possibile per tentare la risalita socio-economica e culturale della città: azzerando l’attuale assetto politico-amministrativo e dopo una sana guida commissariale,scevra da clientele e corruttele, ripartire con una amministrazione scelta dai cittadini, composta da tutte le forze sane della città .

Visto il fallimento su tutta la linea, il sindaco Mongelli farebbe bene a dimettersi . Ma se intendesse ancora  restare attaccato alla poltrona,lanciamo un appello a tutti i consiglieri comunali di centrosinistra,che tengono ancora a cuore le sorti della città,per firmare  insieme una mozione di sfiducia al sindaco,che  da subito sarà protocollata agli uffici comunali preposti.

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