Lavoratori sfilano al grido “Basta ricatti! Documenti e contratti”. Tre decreti di espulsione

Tre lavoratori sarebbero stati fermati davanti al Cara di Borgo Mezzanone e nella serata di ieri raggiunti da altrettanti decreti di espulsione, rivelano i ‘Lavoratori delle Campagne - Rete Campagne in Lotta - SI Cobas’

La protesta a Foggia

All’alba di ieri tre lavoratori sono stati fermati dalla polizia all’uscita del Cara di Borgo Mezzanone e in serata nei loro confronti sono stati emessi altrettanti decreti di espulsione. A metà giornata davanti la Prefettura, in occasione dello sciopero generale che in Italia ha coinvolto diversi settori, le braccia dell’agricoltura di Capitanata, sono scesi in piazza per ribadire le loro richieste, battaglie che portano avanti ormai da più di un anno:  documenti, contratti, sanità, casa, trasporti. 

Per il comitato Lavoratori delle Campagne - Rete Campagne in Lotta - SI Cobas, “ancora una volta le istituzioni dimostrano di voler colpire lavoratori innocenti nonostante ripetute proteste, rassicurazioni e proclami sulla “lotta al caporalato”, nel silenzio generale sulle tragiche e frequentissime morti di braccianti per le strade della provincia, che sono conseguenza diretta della mancata applicazione dei contratti nelle clausole che prevedono il trasporto da e per i luoghi di lavoro”. Aggiungono inoltre che “la convocazione di un tavolo con le associazioni di categoria di produttori e trasformatori, chiesta a gran voce con un blocco della filiera del pomodoro messo in campo lo scorso 25 agosto, è stata nuovamente rimandata a data da destinarsi”.

Se– così come rivelano le sigle scese in piazza – “secondo la prefettura, per poter parlare di come rendere realtà il rispetto dei contratti è necessario per i lavoratori firmare l'inutile protocollo anticaporalato discusso al momento con i sindacati confederali” – per i manifestanti il protocollo non ha minimamente tenuto conto delle loro richieste.”I lavoratori e le lavoratrici non intendono cedere a questi nuovi ricatti, e sono scesi in piazza per rimarcarlo e ricordare alle istituzioni che pretendono risposte e vogliono poter decidere in prima persona delle loro vite e del loro lavoro”.

Si legge nella nota stampa che “una volta giunti in corteo nei pressi della prefettura di Foggia, la polizia ha impedito ai braccianti di unirsi al raggruppamento di studenti e lavoratori del pubblico impiego organizzati dall’USB, producendo uno scenario da vero apartheid e dimostrando di aver paura dell'unità dei lavoratori. Ribadendo che lo sfruttamento non ha colore e che la giornata di ieri era uno sciopero di tutti e tutte, in cui studenti e lavoratori hanno poi raggiunto i braccianti superando i cordoni della polizia: ancora una volta la solidarietà di classe ha vinto sul razzismo e le strumentalizzazioni del potere!”.


 

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