Cronaca Vico del Gargano

Incendio Gargano, tre volontari soccorsi dal 118 e una cisterna del gas lambita dalle fiamme: "Combattiamo vera e propria guerra"

“Lo abbiamo denunciato più volte: la manutenzione del nostro territorio, comprese le aree boschive, è insufficiente soprattutto sul piano della prevenzione”, ha dichiarato il presidente Michele Ferrandino: "Nessuno vuol fare il maestrino”, ha aggiunto Nicola Cantatore, direttore provinciale dell’organizzazione, “ma le fasce tagliafuoco e le altre misure di prevenzione e contenimento sono sempre utili”

Incendio Gargano, foto di Cia Capitanata

Una gravissima perdita dal punto di vista ambientale, migliaia di euro di danni, tre volontari costretti a ricorrere alle cure del 118 e 500 ettari di bosco distrutti: il bilancio dell’incendio che ieri ha interessato i territori di Vico del Gargano e Ischitella è pesantissimo, ma poteva essere ancora più tragico perché le fiamme hanno soltanto lambito una cisterna del gas a servizio di un’impresa della zona, mentre hanno divorato decine di cassoni utilizzati da un oleificio per fortuna senza intaccarne ulteriormente le strutture (leggi i dettagli).

E' quanto denuncia la Cia di Capitanata. “Lo abbiamo denunciato più volte: la manutenzione del nostro territorio, comprese le aree boschive, è insufficiente soprattutto sul piano della prevenzione”, ha dichiarato il presidente Michele Ferrandino: "Nessuno vuol fare il maestrino”, ha aggiunto Nicola Cantatore, direttore provinciale dell’organizzazione, “ma le fasce tagliafuoco e le altre misure di prevenzione e contenimento sono sempre utili”.

Tra Vico e Ischitella sono stati distrutti 500 ettari di vegetazione e centinaia di alberi. Il patrimonio ambientale, la flora e la fauna della fascia boschiva ridotta in cenere, sono andati irrimediabilmente perduti. Occorreranno decenni per ripristinare, e soltanto in parte, quanto è stato divorato dalle fiamme (le immagini video).

Secondo Cia Agricoltori Italiani della Puglia, sulla tutela del patrimonio ambientale pugliese occorre un’operazione verità, una ricognizione puntuale delle risorse umane, tecnologiche e strumentali disponibili “sulla carta” e quelle effettivamente dispiegate sul campo per fare manutenzione periodica, mappatura del territorio, interventi sulla prevenzione.

“Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile, piloti dei canadair, uomini e donne che si sono impegnati ieri, vicino alle fiamme, e che ancora oggi stanno lavorando per mettere completamente in sicurezza l’area interessata dall’incendio, hanno rischiato la vita. A tutti loro deve andare il nostro encomio e bisogna esprimere la gratitudine di tutta la Comunità”, ha dichiarato Ferrandino: “Si utilizzino le possibilità normate attraverso il decreto legislativo 228, con il quale si stabilisce che le aziende agricole dotate dei mezzi adeguati possano occuparsi, attraverso convenzioni con i comuni e gli altri livelli istituzionali, della manutenzione del territorio in chiave di sicurezza antincendio e anti-dissesto idrogeologico”, ha aggiunto Nicola Cantatore.

“Quella che si combatte ogni anno contro gli incendi è una vera e propria guerra, dunque come tale va affrontata: occorre sapere quante sono le unità a disposizione, le risorse umane e strumentali su cui poter contare, la loro dislocazione sul territorio, il livello di operatività sul campo di ogni singolo elemento. Senza questa ricognizione approfondita, senza un’operazione verità, non riusciremo a invertire la tendenza che, negli ultimi anni, registra uno sconvolgente impoverimento delle nostre aree boschive, con un’aggressione feroce da parte di chi appicca incendi per tornaconto criminale”, hanno concluso i dirigenti di CIA Capitanata.

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