Cronaca

La mafia garganica trema, si fa avanti il primo pentito: "Voglio collaborare"

La rivelazione è arrivata durante l’udienza del processo che vede il 35enne imputato; durante le dichiarazioni spontanee rese al gup, Danilo Della Malva ha dichiarato di voler collaborare. E ora la mafia garganica trema

C’è il primo pentito nella storia della mafia garganica. A sganciare la bomba, ieri mattina, davanti al gup del Tribunale di Bari, è stato Danilo Pietro Della Malva, 35enne viestano imputato nell’ambito del processo ‘Neve di marzo’, dal nome dell'omonima operazione del 2019 che ha sgominato un intenso traffico di stupefacenti.

Considerato il ruolo a lui attribuito dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari, svolte negli ultimi anni, non gli mancheranno argomenti. La notizia è stata lanciata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. La rivelazione è arrivata durante l’udienza del processo che vede il 35enne imputato; durante le dichiarazioni spontanee rese al gup, Della Malva ha dichiarato di voler collaborare. E ora la mafia garganica trema.

Della Malva era stato arrestato nell'ottobre 2019 in un appartamento alle isole Canarie in quanto ritenuto elemento di spicco del clan facente capo a Marco Raduano. Estradato in Italia nel successivo mese di novembre 2019, dopo aver scontato alcuni mesi di detenzione in carcere, ha beneficiato della misura cautelare personale meno afflittiva degli arresti domiciliari da scontare in Vasto, poi sostituiti col carcere a seguito di continue violazioni della misura.  

Il suo nome è spuntato due settimane fa, con l’arresto del giudice Giuseppe De Benedictis e dell’avvocato Giancarlo Chiariello, accusati di aver messo su un accordo corruttivo in base al quale in cambio di somme di denaro, il magistrato emetteva provvedimenti “de libertate” favorevoli agli assistiti dell’avvocato Chiariello, tra i quali boss pugliesi, tra cui affiliati alla mafia garganica. A finire in manette, insieme ai togati, lo stesso Della Malva.

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