Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Chiusura alle 18 per i distributori H24. Lo sfogo del titolare: "Perdite del 95% mentre fuori c'è il finimondo. Per cosa rischiamo?"

A FoggiaToday il gestore di tre dei dieci punti vendita a distribuzione automatica presenti in città. Il suo appello al sindaco Franco Landella: “Ci permetta di lavorare fino all’orario del coprifuoco. Così siamo alla fame”

Foggia, 6 febbraio 2021

“Non abbiamo diritto ad alcun ristoro governativo e con le chiusure imposte contiamo perdite fino al 95%. Il fallimento è dietro l’angolo, ma il nostro sacrificio non servirà a nessuno, perché gli assembramenti avvengono comunque per strada”.

E’ amaro lo sfogo del gestore di tre dei dieci punti vendita a distribuzione automatica H24 presenti a Foggia. Il titolare, che gestisce le attività insieme ai figli, si appella al sindaco Franco Landella. La sua richiesta è semplice: “Ci permetta di lavorare fino all’orario del coprifuoco. Così siamo alla fame”.

Le attività a distribuzione automatica H24, infatti, non sono menzionate nel Dpcm, ma sono obbligate a chiudere alle ore 18 in virtù di una ordinanza sindacale. “Le nostre attività non rientrano nelle maglie del Dpcm, essendo considerati come ‘negozi di vicinato’, al pari di un alimentari. Ma l’ordinanza in vigore a Foggia ci obbliga a chiudere alle 18, facendoci perdere di fatto la nostra principale fascia oraria di vendita”, spiega.

“Tutto ciò mentre le strade sono piene di gente. Insomma, siamo al paradosso”, continua l’uomo, che aveva spinto i suoi figli, dopo la laurea, a restare nella loro città e ad investire nel settore della distribuzione automatica. “Le nostre attività nascono per l’asporto, si prende il prodotto e si va via. Quale pericolo possiamo causare con l’apertura fino alle 22?”, si chiede l’imprenditore foggiano, che parla anche a nome dei suoi colleghi.

“Siamo tutti in difficoltà. I nostri introiti sono calati del 95% e molti sono a rischio chiusura”. Una situazione grave che si aggiunge ad un anno difficile, per via dei continui furti subiti: “In un anno ne abbiamo contati almeno 20”, prova a quantizzare tra furti con scasso, atti vandalici e danneggiamenti.

Ma oltre a lottare con criminalità, ora tocca districarsi tra ordinanze, leggi e decreti. “Tutto ciò mentre nelle strade la vita continua come se nulla fosse. Così il nostro sacrificio non sarà servito a nulla. Se non ad abbassare le saracinesche”, conclude.

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