A San Severo sodalizi criminali su base familiare che controllano le attività illecite dei quartieri

E’ quanto emerge dalla delibera consiliare della sesta commissione del CSM, la cui risoluzione analizza compiutamente i fenomeni criminali che caratterizzano la provincia di Foggia

Immagine d'archivio

Oltre ad analizzare la situazione di Foggia, la risoluzione contenuta nella delibera consiliare della sesta commissione del CSM del 18 ottobre scorso, analizza compiutamente i fenomeni criminali che caratterizzano la provincia di Foggia, sia con riferimento alle tipologie delittuose “tipiche” delle diverse aree, sia con riguardo alle numerose associazioni delittuose che vi operano. Quindi l’area di San Severo.

La criminalità a Cerignola

La situazione a Vieste

La criminalità a San Severo

La criminalità sanseverese è per lo più costituita da sodalizi criminali fondati su base familiare (i capi sono sovente coadiuvati da parenti prossimi e affini), ognuno dei quali controlla le attività illecite relative a definite porzioni del territorio, ovvero ‘quartieri’. L’organizzazione criminale sanseverese, come accertato da alcune sentenze (Panunzio e Day Before), è affiliata alla mafia foggiana (la Società) e  ha contatti (accertati in numerose indagini) con esponenti di gruppi criminali campani e calabresi, nel settore della commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Sul territorio è stata accertata anche la presenza di una radicata comunità di cittadini albanesi pluripregiudicati, particolarmente attivi nel traffico di sostanze stupefacenti e di armi, settore nel quale  interagiscono sia con i criminali locali, che di altre zone. Elevata è l’incidenza su questa area anche dei reati di estorsione in danno dei commercianti e di privati, spesso attuati con l’esplosione di colpi d’arma da fuoco verso le abitazioni e l’incendio delle autovetture; l’imposizione della guardiania; l’usura; le truffe di auto attuate con la commercializzazione di autovetture di grossa cilindrata, commercializzate all’estero, sui mercati dell’Est Europa; il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, con importazione degli stupefacenti soprattutto dall’area iberica e dal Nord-Europa e con successiva commercializzazione, oltre che nell’area del Subappennino Dauno, anche nei territori vicini, quali il Molise e l’Abruzzo; il traffico delle armi, attivo soprattutto con l’area dell’est-Europa e dei Balcani; le truffe in danno di privati, di compagnie assicurative e di attività commerciali.

In merito all’andamento delle attività delittuose, i dati statistici relativi al Comune di San Severo evidenziano una flessione nel 2016 e nel primo quadrimestre del 2017 per quasi tutti i reati, ad eccezione delle rapine perpetrate ai danni degli esercizi commerciali, in aumento nel primo quadrimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. .

Gli omicidi commessi nello stesso periodo sono cinque, per tre dei quali sono stati individuati i responsabili. Anche in questa area, l’atteggiamento omertoso delle vittime e della società civile ostacola un’efficace azione di repressione del crimine, rendendo difficoltosi gli sforzi e l’impegno delle Forze dell’Ordine finalizzati a disarticolare i summenzionati sodalizi criminosi.

In danno di persone gravitanti nell’area politico-istituzionale, sono stati segnalati i seguenti fatti: alle ore 21 del 9 marzo 2016 il vicesindaco Sderlenga Francesco ha denunciato di avere ricevuto minacce di morte da parte di uno sconosciuto che gli citofonava a casa; alle ore 17.55 circa dell’11 luglio 2016 in via Aspromonte, presso l’abitazione del consigliere comunale Sandra Cafora, ignoti incendiavano l’auto di famiglia, Lancia Thesis; alle 22 del 5 marzo 2017 in piazza Costituzione, presso l’albergo ‘Palazzo Giancola’, una persona rimasta ignota, a bordo di una Innocenti di colore bordeaux, compendio di furto commesso a Termoli il 3 marzo 2017, esplodeva quattro colpi di arma da fuoco calibro 9 contro un mezzo del IX Reparto Mobile della Polizia di Bari, parcheggiato in strada di fianco alla struttura recettiva.

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