Cronaca

Puglia ancora rossa: l'incidenza è in calo, ma ancora troppo alta per tornare in zona arancione. Preoccupa il dato dei ricoverati

L'incidenza, seppur in flessione, è ancora troppo elevata per giustificare un ritorno in zona arancione. Inoltre, come evidenzia l'ultimo monitoraggio, la Puglia resta regione ad alto rischio e con il tasso di occupazione nelle terapie intensive al 44%

Le dichiarazioni rilasciate a 'Buongiorno' su SkyTg24 ieri mattina dal presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, avevano illuso alcuni circa la possibilità che la Puglia tornasse in arancione già a partire da lunedì prossimo. Dichiarazioni che però andavano contestualizzate: innanzitutto, riferendosi a Lombardia, Campania, Toscana e Puglia, Locatelli aveva parlato di "indicatori che incoraggiavano verso quella direzione", ma aveva anche precisato che "le scelte si fanno con i numeri". E i numeri non mentono. 

Va ricordato che per il passaggio da una zona a un'altra oltre ai noti parametri (come l'indice rt) si tiene conto anche dell'incidenza cumulativa a 7 giorni, che non deve mai superare il valore dei 250 casi per 100mila abitanti. 

Ed è proprio analizzando l'incidenza in Puglia che già due giorni or sono appariva piuttosto inverosimile un ritorno in zona arancione. La conferma, poi, è giunta dal report settimanale di monitoraggio diramato dalla Cabina di Regia dell'Iss: il report analizza i casi registrati dal 29 marzo al 4 aprile. Si badi bene, però, che i casi presi in considerazione sono classificati per data di prelievo/diagnosi, non per data di notifica (per intenderci, i casi comunicati dalla Regione nei bollettini quotidiani, ndr). Infatti, il numero di contagi riscontrati nel periodo succitato è di 11604 (inferiore rispetto a quelli notificati nei bollettini epidemiologici), con una incidenza di 293.53 casi per 100mila abitanti. Dunque, ben oltre la soglia consentita, in lieve calo rispetto al report della settimana precedente (296.3). Insomma, servirà una netta sterzata per ambire a un ritorno in arancione a partire dal 19 aprile.

Il calo dell'incidenza lo si evince anche prendendo in considerazione i casi segnalati dalla Protezione Civile (coincidenti con quelli diramati dalla Regione Puglia). Nel periodo 2-8 aprile il totale dei casi accertati è stato di 10195, con una incidenza di 258 casi, ben al di sotto dei 319 casi del periodo 26 marzo-1 aprile. 

Tuttavia, per ambire al cambio di colorazione servono evidenze più eclatanti e, soprattutto, una continuità nei miglioramenti. Perché se è vero che dal punto di vista dell'incidenza, qualche miglioramento si sta verificando, è altresì vero che la Puglia è ancora catalogata come regione ad alto rischio insieme a Valle d'Aosta, Toscana e Liguria, ed è l'unica regione (insieme alla Toscana) a essere a rischio alto da almeno tre settimane consecutive. C'è infine il dato dei ricoverati da non dimenticare: in Puglia il tasso di occupazione nelle terapie intensive è giunto al 44%, ovvero 14 punti percentuali oltre la soglia critica fissata dal Ministero della Salute. Non vanno meglio le cose negli altri reparti Covid (malattie infettive e pneumologia) dove il tasso è del 53% (+13% rispetto alla soglia critica), percentuali addirittura superiori rispetto a quelle evidenziate nel report, che fanno riferimento alla settimana 29 marzo-4 aprile. 

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