Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Torna l'incubo Covid al Riuniti, intubato paziente non vaccinato. Dirigente medico: "Un mese dopo ci risiamo"

La testimonianza di una dottoressa del policlinico Riuniti di Foggia. Un nuovo paziente è finito in terapia intensiva per il Covid. Non era vaccinato. L'appello del dirigente medico a chi non vuole vaccinarsi

Il Covid è tutt'altro che un ricordo, nemmeno troppo lontano peraltro. In Puglia i degenti in terapia intensiva sono nove, 77 in area medica. Sono in crescita rispetto ai giorni addietro. Con un post su Facebook un dirigente medico del policlinico Riuniti di Foggia, fa sapere che non è finita.

E soprattutto rimarca l'importanza della vaccinazione. Altrimenti, è forte il rischio che gli ospedali ricomincino a riempirsi di pazienti colpiti dal virus: "Ci eravamo rilassati nell’ultimo mese e mezzo, avevamo ripreso a lavorare con i malati di sempre, ripreso le sale operatorie, ripreso la quotidianità indaffarata di anestesisti rianimatori. Ieri pomeriggio, di guardia, io e uno dei colleghi con cui abbiamo condiviso tutte le ondate pandemiche, riceviamo una chiamata da un collega delle malattie infettive" spiega.

La dottoressa racconta nei dettagli quei terribili istanti: “Il signor G. sta andando male in Niv, dovreste venire a valutarlo”. A quel punto si ghiaccia il sangue, si fa silenzio nel caos di un pomeriggio d’estate. “Ci risiamo, dobbiamo ribardarci”. Credetemi, non è per la vestizione, rapidamente dai nostri scaffali predisposti come se la pandemia non avesse mai rallentato, prendiamo l’occorrente, senza battere ciglio, con movimenti naturali, come ci si veste la mattina prima di uscire di casa. La tuta, i calzari, cuffia, guanti e visiera. Ci dirigiamo verso il paziente. Paziente sofferente, evidente, una tac torace mostra una polmonite devastante. Sguardo di intesa, senza parole, era evidente: andava intubato. Ma prima di procedere, una domanda al volo tra tante: “G. ma lei ha fatto il vaccino?” Attraverso la maschera della Niv un affannato “no”. Dall’altra parte noi “e perché non l'ha fatto?” - “Perchè no”. G. è stato intubato. Scienza e coscienza al servizio di chi soffre. Diritto alle cure. E una macchina, la nostra, che prontamente torna ad ingranaggi veloci, perché dal Covid non si scappa, e a volte manco ci si salva. Non ci si salva soprattutto se si persevera nel rifiuto dell’unica arma utile: il vaccino".

La dottoressa mette in guardia i no-vax e gli scettici: "Il Covid vi stupirà, come stupisce noi, cogliendoci impreparati con la prima ondata, cogliendoci con la seconda, e ora stanchi, a distanza da poco più di un mese dall’ultimo paziente, ad appurare che purtroppo sarà sempre un passo avanti, vanificando sforzi e dedizione, di chi si pone sempre al servizio del malato e della popolazione. Abbiamo sempre fatto la nostra parte, non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo vissuto la morte. Avevamo bisogno che la popolazione tutta unita si vaccinasse, per poter concedere tempo a chi deve curarsi e non è solo un no-vax, e soffre da tempo per altri motivi. Non importa, resterete voi e le vostre teorie disumane. Resteremo noi, pro vita, contra dolorem semper"

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