Il Covid entra nei container di via San Severo: famiglie spaventate temono altri positivi, chiesti tamponi a tappeto

Si temono altri contagi. Le famiglie chiedono l'intervento dell'Asl e tamponi a tappeto. Sono una settantina le persone che vivono ancora nelle case di lamiera in attesa dell'assegnazione dell'alloggio entro dicembre

Un caso di positività è stato riscontrato all'interno del campo container di via San Severo a Foggia. Un'intera famiglia è in isolamento dopo l'esito del tampone comunicato oggi dall'Asl. Si temono altri contagi. Ora invocano l'intervento dell'Azienda sanitaria locale e chiedono tamponi a tappeto. 

A marzo, gli abitanti dalle case di lamiere avevano lanciato l'allarme: "Se si infetta una famiglia è finita per tutti". Oggi è partito il tam tam delle mamme spaventate. Ogni unità abitativa misura circa 28 metri quadrati e i familiari vivono a stretto contatto. È impensabile trascorrere in quei locali una quarantena rispettando le prescrizioni in caso di contagio. Sono 19 al momento le famiglie ancora nel campo che dovrebbe essere smantellato entro dicembre 2020. In tutto circa settanta persone, calcolando che alcuni nuclei sono composti anche da sei persone.

A inizio settimana erano tornate le telecamere di Storie Italiane, trasmissione di Rai Uno. Ai collegamenti in diretta dal luogo simbolo dell'emergenza abitativa della città, chiaramente rispettando il distanziamento sociale e muniti di mascherine, avevano partecipato l'amministratore unico dell'Arca Capitanata Donato Pascarella e la portavoce delle famiglie, Giulia Frascolla, tra le prime a lasciare i container e ormai leader della lotta per il diritto alla casa.

L'ordinanza di sgombero dei sindaco Franco Landella risale al 12 dicembre del 2019, ed evidenziava le condizioni di eccezionale degrado igienico e socio-sanitario dell'area. Successivamente, il 29 gennaio scorso, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano aveva dichiarato lo stato di emergenza e di grave pericolosità, e, in virtù del decreto, l'Arca era stata autorizzata all'acquisto di alloggi su libero mercato. Di lì a poco sarebbe scoppiata la pandemia con il conseguente lockdown. A parte qualche fisiologico rallentamento dei lavori di ristrutturazione, le procedure non si sono bloccate e, alla spicciolata, sono stati assegnati gli alloggi. Entro novembre tutte le famiglie con bambini dovrebbero lasciare il campo, fino alla definitiva chiusura dell'operazione "Zero container". 

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