Disabile in quarantena "non è stato abbandonato". L'ira della Asl di Foggia: "Gettano discredito sugli operatori"

La Direzione generale fornisce un'accurata ricostruzione dei fatti. Il parente, che si occupa di lui dopo che è scoppiato un focolaio Covid in famiglia, si è giustificato parlando di "uno sfogo personale" con la stampa

Il direttore generale dell'Asl Vito Piazzolla

In riferimento alle notizie diffuse a mezzo stampa relative al “dramma di un disabile cerignolano abbandonato dai servizi” (non pubblicate dalla nostra testata) la Direzione generale della Asl Foggia smentisce categoricamente la ricostruzione dei fatti riportata negli articoli.

La scorsa settimana, alcuni familiari conviventi della persona in questione, un 49enne disabile di Cerignola, sono risultati positivi al Covid19. Come previsto dalla normativa, il Servizio di Igiene della Asl si è attivato immediatamente - riferiscono dalla Direzione generale - ricostruita la catena dei contatti, ha disposto la sorveglianza domiciliare e, in base alla sintomatologia presentata, l’esecuzione dei tamponi. L’uomo, che non presentava sintomi, è stato affidato ad un familiare. Oggi è stato sottoposto a tampone, come già programmato nella fase di indagine epidemiologica dal Servizio di Igiene che, per il suddetto focolaio, ha disposto complessivamente 15 test.

Ciò premesso, - scrivono dall'Azienda Sanitaria Locale - è bene chiarire che la persona disabile non è mai stata abbandonata dalla Asl. Il familiare, che in questo momento ha l’uomo in custodia, non si è mai rivolto ai servizi sanitari aziendali, come erroneamente riportato. È stata la Asl a contattare, ieri, la famiglia, dopo la diffusione della notizia. Lo stesso direttore del Distretto Socio Sanitario ha offerto di mandare un operatore a casa per una valutazione immediata, in modo da attivare subito l’Assistenza Domiciliare Integrata. Offerta rifiutata dal familiare - comunicano - che ha deciso di attendere l’esito del tampone giustificando il ricorso ai giornali come “uno sfogo personale”.

L'Asl chiarisce che "non è assolutamente vero che sia necessario attendere 20 giorni per l’attivazione dell’Adi, come erroneamente riferito" - prosegue nella sua versione dei fatti la direzione generale che "ha avviato delle verifiche per accertare chi possa aver fornito questa informazione priva di fondamento. Chiarito che non si è trattato di nessun operatore della Asl, si sta provvedendo a trovare l’autore per un richiamo ufficiale".

La procedura per l’attivazione dell'Adi, in realtà, prevede un percorso d’urgenza in casi socio-sanitari urgenti. Nello specifico, si tratterebbe di un supporto di tipo “socio-assistenziale” che prevede il coinvolgimento degli enti locali più che un intervento di tipo “socio-sanitario”, erogato dall’Azienda Sanitaria Locale. 

Tuttavia, nonostante il rifiuto della famiglia, oggi la Asl, insieme ai servizi sociali comunali, sta proponendo una assistenza domiciliare a bassa intensità di cura. La Asl Foggia sottolinea di aver sempre assicurato la massima attenzione a tutta la comunità, in particolare ai pazienti fragili, continuando a garantire la dovuta assistenza anche nella fase più acuta e delicatissima dell’emergenza Covid.

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Quando nel sistema si crea una qualche criticità – dichiara il Direttore Generale Vito Piazzolla – io non ho alcuna esitazione a verificare i fatti e a richiamare, se necessario, i miei operatori e collaboratori, ad una condotta più rigorosa e professionale. Allo stesso tempo, non ho nessuna esitazione a difenderli fino in fondo quando le notizie non sono riscontrate e si rivelano assolutamente infondate, come in questo caso. Notizie del genere, divulgate senza opportuni riscontri e verifiche, non sono di aiuto a nessuno ma, anzi, servono solo a screditare gli operatori del Servizio Sanitario che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta, anche in questo particolare momento, per non far mancare quanto necessario alle persone in stato di bisogno” .

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