Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Varianti aggressive, aumentano i contagi tra i bimbi da 0 a 13 anni: in Puglia migliaia di studenti in quarantena

Il report allegato all'ultima ordinanza regionale, analizza l'andamento dei contagi nelle ultime settimane. Nel periodo che va dal 4-9 gennaio all'8-13 febbraio, contagi stabili, ma aumentano sensibilmente i provvedimenti di quarantena

“Si evidenzia un perdurare della elevata circolazione virale in tutta la popolazione e in particolare un maggiore tasso di contagio registrato nella popolazione scolastica rispetto alla popolazione generale nello stesso periodo, unite al rischio di incremento previsto dalla diffusione delle nuove varianti del virus (che in altre regioni ha già condotto a un importante aumento di contagi nelle fasce di età scolari”. È quanto riporta il report della Regione Puglia, a firma del Direttore Area Epidemiologica e Care Intelligence Lucia Bisceglia, del direttore del Dipartimento Promozione Salute Vito Montanaro e dell’Assessore alla Salute Pier Luigi Lopalco, allegato alla nuova ordinanza diramata ieri sera dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

La relazione riguarda i contagi in Puglia nella popolazione scolastica, accertati nel periodo 8-14 febbraio: “Le azioni messe in atto negli edifici scolastici (uso delle mascherine, gel disinfettante, distanziamento dei banchi) sono tese a diminuire il rischio di trasmissione nella comunità scolastica ma non possono essere in grado di azzerarlo in condizioni di elevata circolazione virale. Inoltre, l’attività didattica in presenza offre situazioni di socializzazione al di fuori degli edifici scolastici e durante il percorso che sono di difficile controllo. Nella letteratura scientifica esistono evidenze non conclusive sull’impatto della chiusura della didattica in presenza sull’andamento della pandemia”.

Il report analizza la situazione nazionale sulla base dell’analisi dell’incidenza di malattia nelle diverse fasce d’età, realizzata da un gruppo di lavoro dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, attraverso i dati forniti da 12 regioni, tra cui la Puglia.

Analizzando i dati delle regioni, riferiti al periodo che va dal 21 settembre al 31 gennaio, le persone oltre gli 84 anni di età presentano ancora i tassi di incidenza più elevati (170 per 100.000), seppure in decremento. Il valore dell’incidenza per i bambini più piccoli (0-2 anni) è stabile, mentre l’incremento registrato nelle scorse settimane è chiaramente attribuibile ai bambini tra 3 e 5 anni (tasso 119 per 100.00); il tasso è in aumento anche per i ragazzi di 11-13 anni di età (137 per 100.000). Da notare anche l’incremento osservato nella classe di età 6-10 anni che ha l‘incidenza più elevata in almeno tre regioni, Umbria, Lazio e Campania. Un’ipotesi in studio che potrebbe concorrere a spiegare questo andamento, si riporta nel rapporto (https://www.epidemiologia.it/), è la circolazione delle varianti inglese e brasiliana.

Secondo quanto riporta la relazione, la circolazione del virus in Puglia è aumentata sensibilmente all’inizio dello scorso ottobre, a una settimana dalla riapertura delle scuole: “La decisione di emanare le ordinanze regionali è stata presa sulla scorta di elementi di ordine epidemiologico, ma anche sulla urgenza di intraprendere misure di contenimento proporzionali alla rapidissima crescita del numero di contagi che stava già avendo un forte impatto sulle strutture sanitarie territoriali ed ospedaliere”.

La tabella sulla proporzione dei primi test diagnostici positivi nelle diverse fasce di età in Puglia, in un raffronto tra i casi nella settimana 26/10-01/11 e quelli nella settimana 14-20/09, “evidenzia chiaramente come l’aumento dei casi dalla linea di base al periodo che contiene il primo mese di apertura delle scuole abbia interessato in maniera non proporzionale le classi di età <18 anni, con un aumento di oltre 20 volte nelle fasce 6-10 e 14-18 aa. Nelle settimane interessate dalla vigenza delle disposizioni delle ordinanze regionali, l’aumento di casi nelle differenti classi di età si è stabilizzato nelle età giovanili ma è rimasto spiccato nelle classi di età più anziane. Importante sottolineare come l’aumento meno spiccato è quello registrato nella classe 11-13 anni. Il mese di dicembre è complessivamente caratterizzato da una riduzione del numero di casi, ma meno evidente nelle fasce di età scolari, che avevano però fatto registrare un minore incremento dei contagi nel mese di novembre. Il dato testimonia comunque la presenza di una circolazione virale ancora sostenuta, anche nelle fasce di età pediatriche e giovanile, che deve indurre a non sottovalutare l’aumento di trasmissione del contagio in contesti di aggregazione. Nel mese di gennaio, il numero di contagi è complessivamente in riduzione rispetto alla prima settimana del mese, tranne che per le fasce di età 0-13 e 85+ anni. Restringendo l’osservazione al confronto delle ultime due settimane (25-31 gennaio verso 18-24 gennaio), si rileva un incremento del 23% dei casi in fascia 0-5 anni, del 9% in fascia 6-10 anni e del 31% in fascia 11-13 anni, mentre sono in riduzione i casi in fascia 14-18 anni (-9%). Scorporando la fascia di età 0-5 anni, si osserva che l’incremento è del 20% nei bambini di età compresa tra 0-2 anni e del 25% nei bambini 3-5 anni. Con riferimento all’ultima settimana rispetto alla prima di gennaio, il trend è complessivamente in riduzione in tutte le fasce di età, ma con una pendenza in discesa meno accentuata nelle fasce 0-13 anni”.

La relazione fa presente che nel periodo 4-19 dicembre, su 330 scuole sono stati individuati 483 casi tra alunni e personale scolastico, “il 50% in meno di quanto registrato nella settimana 16-20 novembre”, ovvero dopo l’emanazione delle ordinanze n. 407, 413 e 444. I casi riscontrati hanno generato 1.811 provvedimenti di quarantena, a fronte dei 5.425 della settimana 16-20 novembre: “Tali numeri sono particolarmente significativi considerato che nella precedente settimana, 16- 20 novembre, l’attività didattica in presenza era già fortemente ridotta per effetto della precedente ordinanza”.

Spostando l’analisi all’ultima settimana di monitoraggio, l’andamento dei contagi appare in crescita nelle scuole dell’infanzia, stabile negli altri gradi di istruzione e in riduzione nelle secondarie superiori, dove però il tasso di frequenza resta basso (sotto il 20%).

Nella parte finale del report, vengono infine riportati i dati dei nuovi contagi nelle scuole, divisi in sei settimane (dal 4-9 gennaio all’8-13 febbraio) sui plessi rilevati. L’andamento dei contagi si mantiene su una media di 673,5 positivi a settimana, con un picco di 732 casi rilevati nella settimana 1-6 febbraio. Ad aumentare sensibilmente, però, sono i provvedimenti di quarantena: dai 1.046 del periodo 4-9 gennaio si è passati ai 6.444 della settimana 8-13 febbraio, di cui l’83% destinati ai soli studenti. “Va sottolineato – spiegano Bisceglia, Montanaro e Lopalco – che i dati sopra riportati risentono delle oscillazioni nella completezza delle registrazioni da parte dei singoli plessi e sono da considerare sottostimati: essendo frutto di una attività di sorveglianza passiva, non si può avere la certezza che tutti i casi siano stati oggetto di segnalazione da parte di tutti gli istituti”.

In conclusione, la Regione conferma che la comunità scolastica "rappresenta un elemento di aggregazione sociale che, in situazione di intensa circolazione virale, è inevitabilmente interessata dal fenomeno dei contagi, come affermato anche dall’Ecdc del Technical Report del 23 dicembre 2020”.

"Le misure via via adottate per il controllo dei focolai scolastici hanno manifestato in maniera crescente la loro efficacia; l’aumento della frequenza scolastica, comportando un aumento del numero dei contatti interpersonali, aumenta il rischio dei contagi che in effetti sono apparsi in incremento fino alla precedente settimana di monitoraggio. Il dato deve essere tuttavia letto anche prendendo in considerazione gli effetti della circolazione di varianti virali nella popolazione scolastica, in particolare nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle secondarie di I grado, che è stato possibile osservare in alcune regioni dove sono stati isolati i ceppi inglese e brasiliano. Sono state condotte due quick survey, su indicazione dell’ISS, con l’obiettivo di valutare la prevalenza della variante inglese in Regione Puglia, che hanno restituito una percentuale pari al 15% nella prima indagine, relativa al 4-5 febbraio, e al 38% nella seconda, condotta il 12 febbraio, con un incremento del 60% in 7 giorni. Tale circostanza impone l’assunzione di stringenti iniziative di carattere preventivo, adottando nuove misure finalizzate alla massima limitazione dei contatti interpersonali, per contenere il rischio di una nuova ripresa dei contagi, nelle more di completare la campagna vaccinale almeno con riferimento ai soggetti fragili e a maggior rischio di contagio”.

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