Magagne, scandali e danni erariali nel "carrozzone" della Sanità foggiana (e il caso dei 30mila euro sottratti da un addetto al CUP)

Quello sanitario è uno dei settori che maggiormente impegna i magistrati della Procura contabile regionale. I casi ripercorsi nella relazione inaugurale dell’anno giudiziario dal Procuratore regionale Carmela De Gennaro

Immagine di repertorio

Sono tante le magagne nascoste nel “carrozzone” della sanità, uno dei settori che maggiormente impegna i magistrati della Procura contabile regionale. Lo sottolinea, nella relazione inaugurale dell’anno giudiziario, il Procuratore regionale Carmela De Gennaro ripercorrendo, a larghi tratti, alcuni dei casi più eclatanti, verificatisi in provincia di Foggia.

La mente corre subito allo scandalo SanitaService, ampiamente ripreso nella relazione, ma non solo. La Corte dei Conti, si legge nel documento, ha infatti trattato la materia in senso ampio: “le vicende dannose vanno dalle illegalità correlate alle attività gestionali (maladministration) ai casi di responsabilità medica per errori che si manifestano nel processo clinico assistenziale (malpractice), in entrambi i casi, con conseguenze negative per l'erario”. Vengono passati ai raggi x della Corte dei Conti anche pratiche di “esercizio della professione medica extramoenia senza autorizzazione, all'erogazione di compensi e indennità a favore del personale in violazione della legge o della contrattazione collettiva, dal conferimento di incarichi in carenza dei presupposti, all'iperprescrizione di prestazioni, nonché al fenomeno dell'assenteismo di dipendenti”.

“Non diverso andamento si registra sul versante delle attività più propriamente gestionali degli enti, con riferimento alle ipotesi di acquisto di beni in lesione del principio della concorrenza, di mancato utilizzo di macchinari o strumenti diagnostici destinati a divenire obsoleti senza mai essere entrati in funzione, di appropriazione di beni o valori delle aziende”. Non si tratta necessariamente di grandi cifre. E’ l’azione continuata ad erodere, piano piano, le fondamenta del sistema. Come nel caso, citato a mo’ di esempio, dell’operatore di cassa addetto allo sportello del CUP presso il poliambulatorio di San Marco in Lamis, il quale tratteneva indebitamente le somme percepite dagli utenti a titolo di ticket connessi a prestazioni sanitarie rese dalla Asl Foggia. Il danno patrimoniale conseguito ammonta a circa 30 mila euro.

Parlando invece di numeri più consistenti, si fa riferimento alla “serie di illiceità” commesse dall'amministratore unico pro tempore della Sanitaservice srl, società interamente partecipata dalla Asl Foggia. “Dalle indagini svolte, anche in via autonoma dalla Guardia di Finanza, Tenenza di Lucera, emergeva - si legge nella relazione - la mancata osservanza della disciplina vigente in ordine all'acquisizione di beni e servizi, l'irregolare tenuta dei libri contabili, l'indiscriminato ricorso a spese di rappresentanza (acquisto di biancheria intima per donna, teli mare, costumi da bagno, contributi ad associazioni calcistiche, catering di fornitura di dolce e salato, servizi di investigazione privata, gioielli, pernottamenti in hotel di lusso, ricevimenti per centinaia di persone, pranzi, cene e similari) e benefits aziendali inconferenti con l'oggetto sociale, nonché la stipula di contratti assicurativi con polizza vita e R/C a beneficio dello stesso Amministratore Unico, nonché la autoliquidazione, da parte di quest'ultimo, di "emolumenti variabili" e di "indennità di fine mandato" in misura non giustificata”. 

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“Infine, emergevano prelievi effettuati dall'Amministratore 'in acconto' a valere sul predetto trattamento di fine mandato, non corrispondentemente detratti in fase di conguaglio/saldo e non adeguatamente registrati nelle scritture contabili dell'ente societario. In buona sostanza, le indagini condotte relativamente ad un quinquennio di attività della società, davano esiti di una protratta ed impunita mala gestio ad opera dell'amministratore, idonea ad arrecare un ingente depauperamento del patrimonio sociale. Emergeva, altresì, l'assenza di idonei controlli e misure di vigilanza da parte della ASL FG (socio pubblico) o, comunque, dell'organo deputato al "controllo analogo" a quello esercitato sui propri servizi. Gli esiti delle indagini hanno, quindi, consentito di ricostruire un quadro di indiscriminato e pluriennale sperpero di risorse pubbliche che avrebbero, invece, dovuto essere convogliate al rigoroso perseguimento delle finalità del settore socio sanitario, ossia alla puntuale gestione dei servizi di emergenza 118, di pulizia e decoro delle strutture sanitarie e benessere dei pazienti, nonché di ausiliarato, sanificazione e analoghi servizi assistenziali, al cui esercizio la  società in questione era (ed è) statutariamente preordinata e preposta”.

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“L'azione esercitata, anche in via cautelare a tutela delle ragioni creditorie della Sanitaservice srl ha avuto ad oggetto solo la refusione del danno di circa 528 mila euro afferente alla tipologia di spese sopra rappresentate. Per quanto attiene la vicenda afferente alle illegittime modalità di assunzione del personale, essa è ancora in fase istruttoria”, si precisa nel documento. 

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