Corso OSS, protestano i candidati: “8 ore per un test”. Enac Puglia: “Rispettate procedure”

Aspiranti operatori socio-sanitari lamentano i tempi, ritenuti troppo lunghi, e la suddivisione in due blocchi. Il direttore di Enac Puglia: “Comprendiamo malcontento, ma abbiamo rispettato procedure”

I test nell'Aula Magna di via Caggese

Per più della metà dei 1424 aspiranti operatori socio-sanitari che il 3 settembre hanno svolto la prova scritta del corso OSS Enac Puglia presso la Facoltà di Economia di via Caggese, non sarà stato semplice -  trascorse poco più di otto ore dall’avvio della procedura di identificazione fissata alle 8 - rispondere alle quaranta domande a risposta multipla.

Un nutrito gruppo di partecipanti ha lamentato le modalità di suddivisione in due blocchi - che sarebbe avvenuta senza un criterio logico - e appunto l’attesa, probabilmente eccessiva, che per molti tratti sarebbe avvenuta al’esterno della struttura, purtroppo sotto una pioggia battente.

Ma passiamo ai fatti, esattamente così come sono stati raccontati da alcuni partecipanti, ai quali seguiranno le precisazioni del direttore dell’Enac Puglia.

Al loro arrivo i candidati sono stati suddivisi in due gruppi e successivamente identificati. I primi, circa 500, entrano e cominciano la prova, gli altri restano fuori, rientrano per firmare intorno alle 11 e successivamente vengono invitati ad accomodarsi nuovamente all’esterno della struttura nonostante la pioggia scendesse copiosa sulla città.

Trascorrono novanta minuti prima del rientro in Aula Magna, alle 14.30 circa. Nel frattempo la tensione sale e i presenti - sottoposti di nuovo al riconoscimento - protestano contro gli organizzatori, tacciati di disorganizzazione e di aver proceduto alla suddivisione dei gruppi senza un criterio logico.

A otto ore e mezza dall’avvio della prima procedura di identificazione, poco prima delle 16.30, anche per il secondo gruppo ha inizio il test: stanchi e soprattutto provati, non possono ugualmente e non devono far altro che concentrarsi e rispondere alle quaranta domande a risposta multipla. Alle 18 - dopo dieci ore - scorrono i titoli di coda di una giornata lunga e tumultuosa. “Siamo stati trattati peggio degli animali, fuori sotto il diluvio e senza farci entrare. Uomini e donne di età avanzata, donne in gravidanza. Senza organizzazione, senza rispetto” ci dice una delle partecipanti. Le fa eco un’altra aspirante OSS: “Organizzazione zero, un caos allucinante”. “Non auguro a nessuno quello che oggi è successo, a noi ci hanno fatto aspettare sotto la pioggia senza avere nemmeno un bicchiere d’acqua. Vergogna” si legge tra i post di Facebook.

Interpellato da Foggia Today,  il direttore Enac Puglia, nel sottolineare l’improrogabilità della data dei test – ha precisato come sia stata rispettata la volontà della Regione Puglia di procedere in maniera contestuale e continua all’identificazione dei partecipanti e come la suddivisione in due blocchi sia stata appositamente casuale poiché finalizzata alla regolarità della prova, a tutela degli iscritti: “Non potevamo attribuire delle lettere alfabetiche ai gruppi. Questo avrebbe potuto innescare eventuali ricorsi su una premeditata partecipazione di alcuni ad un gruppo piuttosto che a un altro”.

Sembrerebbe quindi che a prolungare i tempi siano state l’identificazione contestuale e continua e la doppia firma d’entrata e d’uscita. Procedure, entrambe, richieste dalla Regione Puglia. I tempi si sarebbero ulteriormente prolungati al termine della prima prova, quando i 500 aspiranti hanno dovuto ri-firmare i registri prima di abbandonare l’Aula Magna: “Purtroppo nel momento in cui si sono alzati in massa, non hanno rispettato le indicazioni da noi impartite”.

Pur comprendendo il malcontento, il direttore afferma: “I tempi sono stati rispettati. Per favorire uno scorrimento rapido della procedura non ci siamo fermati un attimo. Comprendiamo il disagio, ma è una giornata di test dove bisogna predisporsi ad affrontare una determinata procedura. Resta il fatto – aggiunge – che nessuno ha chiesto la verbalizzazione della contestazioni

E’ evidente che a complicare le cose sia stato il maltempo, ma anche su questo aspetto, gli organizzatori precisano: “Mentre gli altri svolgevano la prova le persone sono entrate nel campus. L’accesso e l’uscita non sono stati negati a nessuno”. E concludono: “Avevamo più candidati delle Professioni Sanitarie. Abbiamo proceduto nell’interesse di ciascun candidato e garantito l’imparzialità del test”.

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