Lo scempio di Corso Giannone, da 11 anni regno di topi e piccioni

I cittadini non ci stanno e per l'ennesima volta scrivono al sindaco e alla Procura. Nell'agosto 2001 fu teatro di una tragedia. Oggi è una palazzina fatiscente che mette in pericolo passanti e residenti

Palazzina di Corso Giannone

Foggia maglia nera per la qualità della vita? Un uomo scuote la testa: “Non hanno visto questo scempio, altro che ultimo posto! Sprofonderemo sotto zero”. Con lo sguardo ce lo indica: lo scempio è al civico 131 di Corso Giannone, uno dei viali principali di Foggia, in pieno centro cittadino. E’ lì che, tra passeggio, negozi e addobbi di Natale, fa bella mostra di sé una un vero e proprio monumento al degrado: una palazzina fatiscente, divenuta ormai regno di topi, blatte e piccioni.

E’ pericolosa per l’incolumità di passanti e residenti. E quel che è peggio è che è in quelle condizioni da più di 11 anni. Esattamente dal 21 agosto del 2000, quando parte dello stabile fu distrutto dall’esplosione di un ordigno rudimentale. Una cronaca che Foggia ricorda bene: nell’incendio che ne divampò perse la vita un’anziana donna disabile, altre quattro rimasero intossicate. Un uomo fu anche arrestato e condannato. La palazzina fu posta sotto sequestro. E da allora nulla è cambiato.

La misura interdittiva, infatti, dura tutt’oggi (come si può ben notare dalle immagini che inquadrano la recinzione attorno allo stabile) e ha reso impossibile, di fatto, ai proprietari operare interventi di ristrutturazione o anche solo di bonifica e pulizia dell’area. Neanche gli operatori ecologici possono alcunché.  Risultato? La palazzina oggi cade a pezzi, malamente sostenuta da un’impalcatura in legno, ed è diventata ricettacolo di sporcizia e rifiuti di ogni genere ma soprattutto topi e piccioni, che vi trovano facile accesso attraverso quel che resta di finestre e balconi. E il livello di igiene del quartiere crolla drammaticamente.

Sono 11 anni che conviviamo con questo schifo” sbotta l’inquilina dell’appartamento di fronte. “Qui i topi fanno festa e temiamo possano entrarci in casa, soprattutto d’estate, con le finestre aperte. Dobbiamo asserragliarci dentro. Per non parlare di piccioni, insetti e vermi di ogni genere. Nel tempo mi hanno distrutto un’intera cucina, capisce? Se la sono mangiata!”.

Sono preoccupati, soprattutto per la salute. “Ad ogni strano sintomo, ad ogni prurito più insistente, mi sale il magone. Posso convivere con questa paura?”. Per non parlare dei commercianti, arrabbiati neri.

Ma che razza di biglietto da visita è per i nostri clienti? - ci dicono - Che razza di aria natalizia si potrebbe mai respirare di fronte a questo scempio? Sono 11 anni che sopportiamo, ora basta”. Non ne possono più. Ed hanno ragione. Oggi sono tornati a scrivere al sindaco di Foggia e alla Procura.

Chiedono provvedimenti, immediati. “Ci siamo rivolti più volte alle autorità competenti” sbottano “ma  oggi siamo determinati ad andare avanti. Non ci fermeremo qui. Saremo martellanti. Sono passati 11 anni, perché ancora questa recinzione? Cosa si aspetta?”. Ecco: cosa si aspetta?

 

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