Aumenta il numero dei contagi in una Rsa, l'appello del sindaco agli operatori sanitari: "Non uscite da lì"

Nella Residenza Sanitaria Assistenziale sarebbero più di dieci i casi. I Cinquestelle Rosa Barone e Mario Furore propongono la revoca della convenzione qualora venisse accertata la mancata applicazione dei protocolli di prevenzione

"La Asl ha eseguito finalmente i tamponi, dopo varie insistenze, e ha attuato tutti i protocolli. Spero sia stato circoscritto il contagio. La cosa importante è che non avessero più contatti con l'esterno dal giorno in cui è stata riscontrata la prima positività al Covid19".  Il sindaco di Troia Leonardo Cavalieri non si sbilancia sul numero dei contagiati nella Residenza Sanitaria Assistenziale San Raffaele perché il dato è parziale: non sono ancora pervenuti tutti i risultati dei test. Tutti i pazienti e tutti gli operatori sanitari sono stati sottoposti al tampone, a tappeto. "Il numero dei contagiati, purtroppo, è aumentato", questo può già affermarlo con certezza.

Sarebbero quattro gli operatori sanitari e una decina i pazienti positivi. Il primo cittadino ha lanciato un messaggio agli operatori: "Un appello, accorato, a chi lavora nella RSA San Raffaele, a non uscire". Perplessa una parte della comunità che invoca le quarantena con apposita ordinanza. L'Asl dovrebbe disporre la sanificazione e separare i pazienti che non hanno contratto il virus. Dal primo contagio sono deceduti alcuni ospiti della struttura, ma l'unico paziente deceduto positivo accertato è l'ultimo in ordine di tempo. "I primi due tamponi sono stati eseguiti, me lo ha comunicato direttamente il direttore generale - fa sapere Cavalieri - e mi ha detto che erano risultati negativi. L'unico caso positivo non accusava crisi respiratorie e non sono stati riscontrati i sintomi classici del Covid19".

La consigliera regionale Cinquestelle Rosa Barone e l’eurodeputato Mario Furore chiedono chiarezza: “Vogliamo capire come sia stata gestita la situazione - dichiarano i pentastellati - per questo chiediamo al Dipartimento di Prevenzione della Asl di Foggia di verificare l’applicazione dei protocolli di sicurezza da parte della struttura per limitare la diffusione del contagio dopo il primo caso accertato. L’aspetto che ci preoccupa maggiormente, oltre alla salute dei degenti, è la situazione degli operatori che lavorano e che ad oggi non ci risulta siano tutti forniti di DPI". 

"Abbiamo anche chiesto una copia degli atti di affidamento della gestione e di eventuali proroghe. Qualora i provvedimenti presi fino ad ora non risultassero sufficienti per tutelare la salute pubblica - concludono i pentastellati - chiediamo che la Regione prenda una decisione forte e proceda alla revoca della convenzione e a tutti gli atti consequenziali”.   

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