Cronaca

Focolaio a Torremaggiore, 16 nuovi contagi non c'entrano con la fine del Ramadan. Il sindaco: "Collegamento falso"

Il sindaco di Torremaggiore: "Nei giorni 23 e 24 maggio non vi è stata nessuna autorizzazione allo svolgimento dei festeggiamenti per la fine del Ramadan". "Collegamento falso"

Torremaggiore e il sindaco

Le notizie apparse su alcuni organi di stampa, che collegavano la nuova esplosione dei contagi a Torremaggiore ai presunti festeggiamenti del Ramadan, sarebbero false e prive di fondamento. Lo assicura il sindaco Emilio Di Pumpo: "Nei giorni 23 e 24 maggio non vi è stata nessuna autorizzazione allo svolgimento dei festeggiamenti per la fine del Ramadan".

Nè l'evento si sarebbe svolto, assicura a FoggiaToday il primo cittadino, che ha incontrato anche l'Imam del posto. "Non lo hanno fatto". "Pertanto il dato riportato dalle ultime notizie che fa risalire il collegamento tra questo evento e la diffusione del virus, sono assolutamente false. La mia smentita è già arrivata a tutti i giornali che stanno provvedendo a realizzare nuovi servizi per chiarire la faccenda" ha aggiunto su Facebook il sindaco. 

Su cosa possa aver scaturito la trasmissione del virus, che riguarderebbe comunque un unico focolaio per cui la Asl ha messo 83 persone in quarantena, per Di Pumpo la causa sarebbe da ricercare "nel normale vivere quotidiano". 

Gli ultimi 16 casi positivi, che riguardano sia stranieri di origini marocchine che torremaggioresi, hanno fatto salire la curva del contagio in una delle città della Capitanata più colpite dall'emergenza sanitaria.

Gli attualmente positivi sono 46, "ma sono in attesa di sapere se ci sono altre guarigioni" precisa di Pumpo. Sono circa 120 i cittadini contagiati dall'inizio dell'emergenza ad oggi. 

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