Non si arrestano i contagi al Riuniti. Negativi i primi 1000 test sierologici, sul tavolo ‘l’exit strategy’ dall’emergenza

Sul tavolo, sono già pronte le linee generali per la possibile exit strategy dall’emergenza, il maxi padiglione delle post acuzie è in attesa di accogliere quei pazienti da accompagnare verso la guarigione. Nei reparti, però, è crescente la preoccupazione per i possibili contagi anche in aree no-Covid

Immagine di repertorio

Emergenza Coronavirus, prosegue al Policlinico Riuniti lo screening a tappeto del personale dipendente (3500 persone) e dei lavoratori delle ditte appaltatrici e manutentrici dei servizi dell’azienda (circa 600). Già 1000 persone sono state sottoposte al test sierologico per verificare la presenza di anticorpi che certificano i negativi o riveleranno eventuali asintomatici positivi al Covid-19.

Gli esami hanno già acceso le luci su alcuni operatori “che, però, sottoposti a tampone, sono risultati negati”, precisa il dg Vitangelo Dattoli. Sul tavolo, sono già pronte le linee generali per la possibile exit strategy dall’emergenza, mentre il maxi padiglione delle post acuzie - pronto da oggi nell’ala degli ex poliambulatori - è vuoto, in attesa di accogliere quei pazienti da accompagnare nella fase finale della malattia verso la guarigione. Nei reparti, però, è crescente la preoccupazione per i possibili contagi, tra il personale sanitario, anche in aree no-Covid. Dopo il focolaio registrato nel reparto di Medicina interna universitaria e i casi positivi registrati anche in quella ospedaliera si continuano a registrare contagi anche in altre aree ospedaliere: dalla rianimazione no-Covid alla emodinamica - cardiologia interventistica.

Dubbi e perplessità sulla gestione dell’emergenza sono stati espressi - messi nero su bianco, in attesa di risposte - da Anaao Assomed, fortemente critica verso la gestione dell’emergenza sanitaria: “Nessun 'filtro' è sufficiente a prevenire il contagio: inevitabilmente, pazienti Covid-positivi potranno continuare ad arrivare anche in reparti (teoricamente) no-Covid, con tutti i rischi del caso”, denunciano i medici che chiedono “l’utilizzo di idonei Dpi (a cominciare dalle maschere filtranti)” per tutto il personale sanitario che ha rapporti diretti con i pazienti, nonché l’adozione “di un protocollo di sorveglianza sanitaria degli operatori che, allo stato, non può prescindere dall’effettuazione del tampone naso-faringeo”. Intanto, la ‘fotografia’ del Policlinico aggiornata ad oggi, continua ad attestarsi sui 100 pazienti circa ricoverati nei vari reparti del circuito Covid. Il Policlinico sta continuando ad accogliere degenti di alcune Rsa, anche extra-provinciali, e a dimettere pazienti col bollino del doppio tampone negativo.

Direttore Dattoli, i test sierologici sono in corso. Qual è la situazione?

Abbiamo sottoposto a screening un migliaio di persone. Abbiamo raccolto i primi risultati ma attendo che il dato si consolidi per poter fare un primo bilancio. Posso anticipare che abbiamo avuto già dei casi di sierologia con anticorpi (che rivelano quindi il contatto con il virus, ndr); questi soggetti sono stati sottoposti a tampone e sono risultati negativi. Questo vuol dire che anche un caso di memoria immunologica viene intercettato.

Qual è al momento l’adesione (che è su base volontaria e facoltativa) allo screening?

Al momento nessuno ha rinunciato. Il 100% degli interpellati si è sottoposto al test.

Ogni quanto verranno ripetuti i test?

I test verranno riproposti ciclicamente. La tempistica verrà definita anche in base ai risultati. Si tratta di uno screening che si esegue in maniera agevole, che non interrompe le attività ospedaliere. Il prof. Gaetano Corso, del laboratorio di Patologia clinica, farà una proposta sulla tempistica opportuna da osservare per ripetere esame.

Oggi, 29 aprile, viene consegnato il padiglione delle post-acuzie.

Il padiglione è pronto, con i suoi 70 posti letti. I lavori sono terminati ieri ma abbiamo rinviato l’attivazione alla settimana prossima. Ora stiamo trasferendo 7 pazienti da Malattie infettive al post-acuzie dell’ospedale ‘D’Avanzo’ (dove abbiamo attivi 35 moduli), che si era svuotato. Non vorremmo impiegare personale da tenere con le braccia conserte.

Questo padiglione è destinato anche alle degenze per le post acuzie di tipo domiciliare. In che modo?

E’ un discorso che imposteremo insieme alle Asl, ma dipende da cosa ci dirà l’epidemiologia della prossima settimana: non serve pianificare modelli non aderenti a quel dato momento. La settimana prossima avremo un incontro per definire nel dettaglio anche questo percorso.

Dal 4 maggio si entrerà nella ‘Fase 2’ e non si esclude una possibile riacutizzazione dell’emergenza…

Nessuna parte del dispositivo ospedaliero d’emergenza è stata dismessa. Quindi siamo in grado di potenziare al massimo i vari setting, sia noi che l’altro ospedale Covid, ovvero ‘Casa Sollievo’. Abbiamo solo individuato eventuali pezzi che si possono ‘disattivare’ per avviare una fase di riorganizzazione, qualora non ci sia più un pressing specifico. Tutto questo affinché sia agevola la riorganizzazione ‘in uscita’ del Policlinico. 

A proposito di contagi, qual è la fotografia aggiornata all’interno dei reparti del Policlinico?

Rispondo per quelli che sono i contagi che seguiamo per motivi professionali. Prima della scorsa settimana i positivi tra medici e operatori erano rari. Ultimamente si contano dei casi, ma non ritengo che siano contagi di ‘natura professionale’, almeno secondo le valutazioni dell’ufficio di sorveglianza sanitaria. Abbiamo avuto un focolaio e dei casi isolati nelle due Medicine, un episodio relativo ad un anestesista rianimatore e, più recentemente, un caso singolo nel reparto di Cardiologia interventistica. Non è stata disposta la chiusura del reparto e, sottoposto a tampone tutto il persone (circa 40 tamponi effettuati), non sono stati rilevati altri casi.

Ad oggi quanti sono i pazienti ricoverati nel circuito Covid?

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Il dato aggiornato a ieri sera è di 45 ricoveri in Malattie infettive, 30 in Pneumologia, 10 in Rianimazione e 6 nella dialisi Covid. Stiamo ricoverando alcuni ospiti dalle Rsa, anche di fuori provincia. Ancora, ci sono pazienti ricoverati nelle post acuzie. Continuiamo a dimettere pazienti guariti: 5 ieri, 12 due giorni fa.

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