Parrucchieri abusivi in casa, se ne sbattono del virus con la complicità dei clienti: la lettera-denuncia a San Severo

I parrucchieri dell'assocazione Aspide di San Severo scrivono al sindaco, al Prefetto, alle autorità militari e sanitarie. Troppi abusivi e clienti conniventi, in barba al rischio contagio e alle restrizioni

I parrucchieri di San Severo riuniti nell'associazione Aspide denunciano la presenza di una serie di soggetti che prestando i propri servizi a domicilio violerebbero, "oltre che le contingenti norme restrittive, anche le più elementari leggi igienico-sanitarie, amministrative e fiscali". Lo fanno attraverso una lettera inoltrata al sindaco, alle autorità militari e sanitarie, oltre che al prefetto di Foggia

I parrucchieri sottolineano la complicità dei clienti che "hanno trovato la soluzione alle proprie esigenze affidandosi a questi abusivi, attingendo informazioni sia attraverso il passaparola che attraverso i più comuni social network"

"E’ inutile ricordare gli effetti devastanti che l’esercizio di un’attività “in nero” genera sul mercato, ancor di più in questa fase di straordinaria necessità, sia in termini di danno emergente che di lucro cessante; potendo praticare tariffe più vantaggiose, essendo sgravati da oneri fiscali, contributivi, assicurativi, di locazione, per dirne solo alcuni. Possono accattivarsi clienti sprovveduti in danno di chi lavora onestamente e con sacrificio" si legge.

Oltre al danno della chiusura degli esercizi commerciali - che sta mettendo a dura prova la sopravvivenza dell’intera categoria - la beffa degli abusivi.  

Tutto questo mentre, scrivono i parrucchieri sanseveresi, "i provvedimenti di sostegno promessi dal Governo non si sono ancora tradotti in erogazioni concrete e ciò, coniugato con i mancati incassi e le necessità quotidiane di provvedere alle esigenze delle nostre famiglie, sta generando una situazione catastrofica, a cui bisogna porre immediato rimedio.

E ancora, aggiungono, "la nostra categoria, consentiteci di definirla onesta, è allo stremo e le notizie che arrivano dal Governo non sono affatto incoraggianti. Si parla di proroghe delle chiusure fino al 3 di maggio, ma comunque di una riapertura “per stadi” e la nostra attività, essendo rivolta alla cura della persona, sembra sarà tra le ultime a ripartire. In queste condizioni, credeteci, non è possibile sopravvivere".

L'appello al prefetto, al sindaco, alle autorità militari e sanitarie

"Signor Prefetto, quale rappresentante del Governo, La preghiamo di far giungere il nostro sommesso lamento perché si provveda, urgentemente, alla erogazione dei contributi promessi. Al signor sindaco, alle autorità militari e sanitarie che in questa emergenza, hanno sempre mostrato grande senso di responsabilità ed encomiabile dedizione, chiediamo un più stringente controllo del territorio affinché il fenomeno dell’abusivismo possa essere anemizzato il più possibile, anche in termini di tutela della salute pubblica. Convinti che non ci lascerete soli, restiamo a completa disposizione per ogni forma di collaborazione".

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