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Immagine di repertorio

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Reparti Covid non si toccano: terminati i test sierologici, i ricoverati sono 60. Moduli 'Rianimazione' chiusi e riconvertiti

Ad oggi, nel circuito Covid del Policlinico Riuniti sono ricoverate 60 persone (di cui 6 in terapia intensiva). I numeri e l’andamento del contagio detteranno i tempi e i modi della possibile ‘exit-strategy’ dall’emergenza

Inizia la fase di ridimensionamento del ‘sistema Covid’ all’interno del Policlinico Riuniti di Foggia, struttura che negli ultimi due mesi ha affrontato numerose rimodulazioni e riorganizzazioni interne per far fronte all’emergenza sanitaria in corso.

Tra le novità più rilevanti, la riconversione di due moduli della Rianimazione. “Sono stati entrambi chiusi e sono pronti per ritornare alla loro funzione originale, ovvero sale operatorie”, precisa a FoggiaToday il direttore generale del Policlinico Riuniti, Vitangelo Dattoli. Prontamente riconvertito anche il padiglione degli ex poliambulatori, inizialmente dedicato alle post-acuzie, ma mai entrato in funzione “perché è cambiato il decorso della malattia, e non ce n’è stato più bisogno”, puntualizza Dattoli.

Oggi la palazzina ospita in parte ambulatori, in parte un laboratorio di sierologia e tamponi. E’ qui che tutto il personale del Policlinico è stato sottoposto a test sierologico, una indagine a tappeto che ha interessato circa 4000 persone (compresi i dipendenti delle ditte appaltatrici e manutentrici dei servizi dell’azienda). 

Ieri mattina sono stati effettuati gli ultimi test, stiamo elaborando i dati e presto faremo stilare un primo bilancio”, continua. Intanto, nell’intero circuito Covid del Policlinico Riuniti di Foggia, sono ricoverate, ad oggi, 60 persone: 29 pazienti nel reparto di Malattie infettive, 3 in Pneumologia, 6 in Terapia intensiva, 2 in dialisi e 20 nel reparto dedicato alle post acuzie del plesso ospedaliero ‘Colonnello D’Avanzo’, l’unico al momento attivo.

I numeri e l’andamento del contagio detteranno i tempi e i modi della possibile ‘exit-strategy’ dall’emergenza. “Procediamo a passo spedito, ma con un certo livello di cautela. La prossima settimana sarà decisiva per ogni pianificazione: vediamo cosa succederà a fine mese, ovvero a 20 giorni dall’inizio della Fase 2”.

Quel che è certo è che non ci sarà “nessuno smantellamento di reparti Covid”, ma “funzioni parallele che sarenno riconvertite e riattivate”, precisa il dg Dattoli. “Abbiamo attivato quattro reparti di aree grigie, compreso la medicina universitaria, che è riparta a pieno regime, dopo la chiusura causata da un focolaio di contagio che ha coinvolto medici, operatori sanitari.

C’è inoltre un certo fermento per la riattivazione delle prestazioni ambulatoriali e dell’attività chirurgica. “Lunedì iniziamo le riunioni su base dipartimentale per la riorganizzazione dei percorsi. Ad oggi sono ripartite le prestazioni ‘U’ urgenti, con il 100% dei servizi oncologici, ematologici, radioterapici e medico- nucleari, e anche la radiologia è più o meno al completo”, conclude Dattoli, “mentre dalla settimana prossima avvieremo incontri per riorganizzare e riattivare le prestazioni ‘P’, programmabili”.

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