Allerta Covid, attivato il 5^ livello al policlinico Riuniti: 16 posti letto in Gastroenterologia. Più medici, infermieri e oss

Dattoli: "I pazienti Covid e non Covid continueranno ad avere assistenza sanitaria così come tutti gli operatori sanitari che ogni giorno sono a disposizione con la loro professionalità"

Nell'ambito del piano aziendale dell'emergenza Covid, da questa mattina è attivo un nuovo livello di allerta per la particolare virulenza con conseguente alta ospedalizzazione dei pazienti positivi presso il policlinico Riuniti nel mese di novembre.

Il 5^ livello era stato previsto solo al verificarsi di condizioni epidemiche eccezionali e rappresenta una sorta di mobilitazione generale di unità operative specialistiche: fin dall’inizio della pandemia erano già state interessate da riconversione due strutture specialistiche complesse come l’Endocrinologia, diretta dalla prof.ssa Olga Lamacchia, e Reumatologia, diretta dal prof. Francesco Paolo Cantatore, trasformando la loro struttura in reparto Covid , favorite anche per la collocazione nel padiglione di Malattie Infettive.

Il 5^ livello di allerta è stato di fatto attivato con il reparto di Nefrourologia Covid coordinato dal professor Giovanni Stallone, direttore dell’U.O.C. di Nefrourologia. Ora è la volta dell’U.O.C. a direzione ospedaliera di Gastroenterologia.

Il reparto di Gastroenterologia del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto dal dott.  Rodolfo Sacco, assume una duplice veste: seguendo le indicazioni della direzione generale conseguente allo studio della situazione epidemiologica di queste intense settimane, è stata predisposta una nuova e alternativa offerta a tutte le attività gastroenterologiche attraverso una complessa rete organizzativa.

Una programmazione che garantisce la continuità delle cure e della presa in carico dei pazienti per i quali è fondamentale mantenere un controllo ottimale delle patologie e che allo stesso tempo imposta l’accesso ai servizi dedicati ai pazienti affetti da Covid-19 bisognosi di cure adeguate con percorso dedicato e organizzazione del personale.

Infatti, già dal 13 novembre il reparto ha accolto pazienti Covid positivi in carico al Pronto Soccorso coinvolgendo per la gestione la UOC del prof. Sergio Locaputo, un team integrato di infermieri e Oss della UOC della Gastroenterologia e del Pronto Soccorso e il supporto delle posizioni organizzative di area medica.

In sostanza visite ambulatoriali e procedure endoscopiche continueranno ad essere fruibili come normale attività del reparto per i pazienti no Covid senza dunque interrompere le attività di routine, ma l’offerta sanitaria è stata rimodellata alla luce dell’importante concentramento di pazienti affetti da coronavirus attraverso la trasformazione della degenza in una unità operativa integralmente Covid disponendo il seguente modulo: 16 posti letto Covid dalle, personale medico dedicato costituito da 10 dirigenti medici già afferenti alla UOC di Gastroenterologia e 6 dirigenti medici neo assunti, potenziato il personale infermieristico attestandosi a regime a 23 unità, potenziato personale oss composto da 10 unità di cui tre in servizio presso la UOC di Gastroenterologia, sei di nuova assunzione e cinque da Pronto Soccorso. Si aggregheranno altre 2 unità per un totale di 16.

​​​​​​​Tutte le risorse e gli sforzi messi in campo dal policlinico Riuniti vanno in un’unica direzione: trattare i pazienti con malattie gastroenterologiche croniche e non con Covid-19 con tutte le accortezze prescritte dai casi da manuale senza che la duplice veste del reparto del gastroenterologico comprometta lo standard di cura da sempre fornito da tutta l’equipe.

"Aggregare un’area Covid ad un reparto in piena attività ordinaria mai bloccata in tutti questi mesi di pandemia con percorso separato per garantire servizi in sicurezza è un’operazione complessa e articolata – illustra il direttore generale del Policlinico Riuniti Vitangelo Dattoli - ma che affonda le sue ragioni della volontà della direzione strategica del policlinico di cambiare il volto dell’azienda ospedaliera per rispondere all’emergenza sanitaria nella massima sicurezza possibile: i pazienti Covid e non Covid continueranno ad avere assistenza sanitaria così come tutti gli operatori sanitari che ogni giorno sono a disposizione con la loro professionalità"

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