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Covid, indice Rt inferiore a 1 e rischio moderato in Puglia: situazione potrebbe peggiorare nelle prossime settimane

La Puglia è tra le regioni a rischio moderato, ma "con un'alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane". Continua a crescere l'incidenza nazionale

Solo la Sardegna è a rischio basso. È quanto si legge nella bozza del report del monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) - riportato dall'Adnkronos - relativo alla settimana 22-28 febbraio. 

Ben sei sono le regioni a rischio alto - Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche - mentre le restanti 14 sono classificate con rischio moderato. Tra queste, come già anticipato stamani, c'è la Puglia, che figura anche tra le nove regioni/province autonome insime a Calabria, Molise, Piemonte, Trento, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto, "con un'alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane". 

Dieci regioni-province autonome hanno un indice rt superiore a 1: Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Trento, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto. Numeri che certificano il peggioramento della situazione epidemiologica (in atto per la quinta settimana consecutiva) e confermano l'avvento della terza ondata. 

Nella settimana 22-28 febbraio - si legge nella nota stampa dell'Iss - dopo un periodo di crescita si osserva una netta accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (194,87 per 100.000 abitanti (22/02/2021-28/02/2021) vs 145,16 per 100.000 abitanti (15/02/2021-21/02/2021), dati flusso ISS.) L’incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi, si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti e anzi si avvicina alla soglia di 250 casi per 100mila abitanti.

Nel periodo 10 – 23 febbraio l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 (range 0,98– 1,20), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno per la prima volta in sette settimane.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% vs 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.146 (23/02/2021) a 2.327 (02/03/2021); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è in aumento, passando da 18.295 (23/02/2021) a 19.570 (02/03/2021).

Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione aumenta (41.833 vs 31.378 la settimana precedente) e scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (28,8% vs 29,4%). Scende anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente)”.

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