Cronaca

La Puglia verso il ritorno in arancione da lunedì 26: spunta addirittura anche l'ipotesi della zona gialla

Oggi la Cabina di regia deciderà sulle nuove colorazioni delle regioni a partire da lunedì 26 aprile. Come rivela Ansa, solo la Sardegna dovrebbe restare in zona rossa. La Puglia in bilico tra arancione e giallo, in arancione passerà la Valle d'Aosta che si aggiungerebbe a Basilicata, Calabria e Sicilia

Potrebbe profilarsi qualche sorpresa dall'ultimo monitoraggio della Cabina di regia del Ministero della Salute, che nella giornata di oggi deciderà sulle nuove colorazioni delle regioni a partire da lunedì 26 aprile, giorno nel quale entreranno in vigore le misure sulle riaperture previste dal nuovo decreto del Governo. 

Dai primi dati emersi, in Italia l'incidenza è scesa a 157,4 casi nel periodo 12-18 aprile, in lieve flessione rispetto al periodo 5-11 aprile (dati flusso Iss). Tuttavia, si tratta ancora di un dato elevato e ben lontano dai 50 casi per 100mila abitanti, soglia minima che garantirebbe un ritorno al tracciamento completo dei contagi. 

Secondo le prime indiscrezioni passerebbero in giallo Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Marche, Piemonte, le province autonome di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria e Veneto. 

In arancione resterebbero Basilicata, Calabria e Sicilia, alle quali si aggiungerebbe la Valle d'Aosta, attualmente in zona rossa come la Puglia. Su quest'ultima non mancano i dubbi e le voci discordanti. I dati dell'incidenza suggerirebbero un passaggio quasi scontato in zona arancione, mentre Ansa in mattinata collocava il 'tacco dello stivale' addirittura in bilico tra l'arancione e il giallo. Negli ultimi giorni non sono mancate, tuttavia, le correnti di pensiero che vedrebbero confermata la zona rossa per la settima settimana consecutiva. 

Come già evidenziato ieri, la Puglia ha chiuso la settimana 16-22 aprile con una incidenza di 231 casi per 100mila abitanti (-20 rispetto alla settimana precedente), valore ben al di sotto della soglia critica dei 250 casi. Dai dati che emergono dal monitoraggio di oggi, si registra una riduzione in percentuale dei casi e del numero di focolai accertati. Confermata la classificazione di rischio moderato, comune alla maggior parte della Penisola, eccezion fatta per Umbria, Veneto, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano a rischio basso. Ad alto rischio è la Calabria, mentre la Sardegna è l'unica regione ad alto rischio con molteplici allerte di resilienza. Un dato che potrebbe condannare l'isola a una permanenza in zona rossa. 

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