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Coronavirus, la "nota dolente" dei dpi nei reparti Covid del Riuniti: "Abbiamo dovuto razionalizzare l'uso delle mascherine"

La denuncia della professoressa Gilda Cinnella, direttrice della struttura complessa di rianimazione del Riuniti: "Il presidente Emiliano è stato messo al corrente di questa situazione"

 

Mentre il Governo sforna decreti su decreti per il contenimento del contagio del Covid-19, gli ospedali sono quasi del tutto sprovvisti dei DPI (dispositivi di protezione individuale) e il personale sanitario viene lasciato al proprio destino. Non fa di certo eccezione il Policlinico Riuniti di Foggia e, nello specifico, i reparti a maggior rischio i quali, di fatto, ospitano i malati di Covid come Rianimazione, Malattie infettive e pneumologia.

Ai microfoni di FoggiaToday, la professoressa Gilda Cinnella, direttrice della struttura complessa di rianimazione del Riuniti, traccia un quadro della situazione nel proprio reparto abbastanza preoccupante.

La precisazione della Cinnella: "Mai detto che il personale sia costretto a comprare le mascherine"

Per la completa prevenzione di contagio le uniche mascherine adatte sono le Ffp3, le quali sono in grado di filtrare fino al 99% dell'aria inspirata. Da poco l'Inail ha dichiarato come "idonee" anche le mascherine nk95 che, come da sigla, filtrano il 95% dell'aria respirata. Ma ai reparti del nosocomio foggiani, questi dispositivi, vengono forniti con il contagocce e non sono mai sufficienti per coprire il fabbisogno di tutto il personale sanitario. Le mascherine Ffp2 non sono in grado di filtrare efficacemente l'aria e quindi lasciano la possibilità di ammalarsi.

In fine ci sono le mascherine chirurgiche, come quella utilizzata dalla dottoressa Cinnella nell'intervista, che sono in grado, tutt'al più, di evitare a chi le indossa di contagiare gli altri, ma non viceversa. Come spiega la dottoressa Cinnella, "il presidente Emiliano è stato messo al corrente di questa situazione il quale ha assicurato che riprenderà al più presto, l'approvvigionamento dei dpi", ma nel frattempo il personale medico resta esposto a enormi rischi di contagio e propagazione dello stesso. 

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