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Nei reparti Covid "non si può lavorare così". Operatori sanitari e degenti "a rischio incidenti" a San Severo e Cerignola

La denuncia e la richiesta urgente di un incontro alla Asl di Foggia. "Gravi carenze antinfortunistiche" e "stato di agitazione per assicurare la dovuta tutela ai diritti dei lavoratori”

Ieri 23 novembre i rappresentanti Rsu Fsi-Usae Asl Fg Matteo Battista, Antonio Caraglia, Michele Cappucci e Maurizio Sciannadrone, per conto del segretario territoriale Achille Capozzi, hanno inoltrato una richiesta di incontro urgente al direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo e per conoscenza ai direttori sanitari degli ospedali di San Severo e Cerignola.

“La Regione Puglia, per far fronte all’emergenza sanitaria presso i presidi ospedalieri di San Severo e Cerignola, ha riconvertito alcuni reparti (Ortopedia, Medicina, MAR, Cardiologia ecc.) in reparti Covid. Tutto questo, però, senza una preventiva informazione/formazione a tutto il personale interessato, che si ritrova, da un giorno all'altro, a dover fornire le cure e l’assistenza ai malati Covid, privo delle dovute competenze necessarie ad adottare tutti comportamenti, molto peculiari, che tale attività impone.

A questo va aggiunto che i neo reparti Covid sono stati attivati senza una precisa definizione dei percorsi (pulito, sporco, area grigia). Difatti i bagni ed i locali destinati al personale, nei presidi citati, sono insufficienti o addirittura assenti. Non è accettabile che la vestizione/svestizione avvenga nello stesso spogliatoio dove si indossano gli indumenti personali e che non sia stata prevista una sanificazione post svestizione. La fornitura divise deve permettere almeno un cambio giornaliero.

I turni per gli operatori sanitari coinvolti nell’assistenza diretta sui pazienti Covid-19, devono essere rafforzati con un adeguato numero di personale, per evitare che i dpi vengano indossati per più di 4 ore, condizione fortemente gravosa fisicamente, che provoca lesioni da pressione device correlate ai dpi e che non permette l’espletamento dei propri bisogni fisiologici (come bere, urinare ed altro).

Lavorare in queste condizioni favorisce l’insorgenza di incidenti che possono interessare sia il personale che i degenti. E questo non lo vuole nessuno. Pertanto, si chiede con estrema urgenza, un incontro con le SS.LL. atto a definire le modalità operative che il caso richiede.

In assenza di immediato riscontro alla presente, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a denunciare le gravi carenze antinfortunistiche sinora esposte ed a proclamare lo stato di agitazione per assicurare la dovuta tutela ai diritti dei lavoratori”

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