Capitanata sotto choc, medico muore nell'inferno del Coronavirus. "Unica colpa è di aver fatto il suo dovere"

Antonio Maghernino, medico di continuità assistenziale di San Severo, è morto per via del Coronavirus. I messaggi di cordoglio di Luigi De Paolis e Salvatore Onorati

Antonio Maghernino non ce l'ha fatta. Non ce l'ha fatta a sconfiggere il gigante invisibile del Coronavirus. Aveva 59 anni. Centinaia i messaggi di cordoglio, pieni di lacrime, sconcerto e dolore, per la morte del medico di San Severo della Asl di Foggia in servizio a Torremaggiore. E' deceduto nel reparto di Rianimazione di San Giovanni Rotondo.

Pubblichiamo due dei messaggi più significativi

Pierluigi De Paolis:

"A cosa pensare quando si riceve la incredibile notizia che un tuo amico, collega di Guardia Medica, persona per bene, iscritto al tuo sindacato, la F.I.M.M.G., si è spento troppo in fretta e troppo presto per colpa del Coronavirus? Alla sua bella persona? Ai suoi cari affetti, moglie e figli, orfani di tanto bene? Alla sua professionalità? Sì, certo, enso a loro e mi commuovo! E penso anche tutti i medici che, come lui, in questi giorni affrontano la grande sfida al virus spesso senza le adeguate e dovute protezioni e, a volte, cadono come in guerra cadevano i soldati delle prime linee. Onore all'amico Antonio Maghernino e a tutti i medici che, sul suo esempio, oggi e domani restano al proprio posto, in prima linea! A tutti rivolgo l'invito incessante ad aiutarci in questa difficile battaglia restando a casa per bloccare la corsa del nemico invisibile! Grazie, anche a nome di Antonio!

Salvatore Onorati

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Triste notizia per la famiglia dei medici di medicina generale di Capitanata. Lasciato senza protezione ad affrontare un nemico invisibile e buttato in trincea a combattere a petto nudo e senza nemmeno una baionetta un nostro collega ha dovuto cedere le armi. Un abbraccio ed una vicinanza alla famiglia del collega, medico di continuità assistenziale della nostra provincia, vittima di questa guerra e con un’unica colpa, quella di aver fatto il proprio dovere. Che la sua morte innocente possa servire almeno ad evitarne altre perché i medici di medicina generale stanno pagando un prezzo di sangue molto alto, troppo alto! Oggi è tempo di battagliare perché c’è da vincere una guerra, ma verrà il tempo in cui qualcuno ci dovrà dare conto di quei perché a cui oggi non riusciamo a trovare risposte. Non c’è tempo per le polemiche che dividono perché serve la massima unità, ma converrà scrivere un libro bianco che evidenzi quello che è successo in questi mesi, perché gli errori fatti oggi non si debbano ripetere in un possibile futuro. R. I. P.

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