Federica, Sandro e il fatidico 'sì' rimandato dal Covid-19: "Era tutto pronto". Matrimonio a dicembre: "Sarà più bello"

La futura sposa: “Stiamo vivendo una situazione eccezionale, dobbiamo fare tutti la nostra parte. Ci sono problemi più grandi, e sarà due volte più bello festeggiare e riabbracciare tutti i nostri affetti"

Immagine di repertorio

Non sarà la pandemia a distruggere il loro sogno d’amore. Federica e Sandro ne sono ben consapevoli. Il Coronavirus si è frapposto con prepotenza sul loro percorso verso l’altare, ma l’appuntamento è solo rimandato a tempi più sereni.

Come Federica e Sandro - entrambi foggiani, innamorati da quasi sette anni e pronti per il fatidico sì - sono tante le coppie che, con un colpo di spugna, si sono viste annullare la cerimonia nuziale per l’emergenza sanitaria in corso. La salute collettiva è la priorità assoluta. “All’inizio è stato un colpo duro da digerire”, spiega Federica a FoggiaToday. “Era tutto pronto, mancavano solo gli ultimi dettagli”.

Le partecipazioni, inviate da tempo, indicavano il 16 aprile come data del matrimonio, ovvero circa due settimane dopo la ‘data x’ indicata nell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. “Noi non abbiamo avuto il blocco diretto alla cerimonia, come accaduto invece alle coppie che dovevano sposarsi in questo periodo, ma abbiamo dovuto ugualmente annullare le nozze perché, allo stato, sarebbe troppo rischioso. E poi ancora non sappiamo cosa succederà dopo il 3 aprile”, precisa.

“E’ stata una decisione forte presa di comune accordo”, continua la futura sposa. “Non è stato facile. Ho metabolizzato l’idea pian piano. Siamo stati combattuti fino alla fine, ma siamo consapevoli che ci sono delle priorità. Inoltre, tra i nostri invitati ci sono parenti che vivono in Emilia, in Lombardia e persino in Germania. Rinunciare alla loro presenza avrebbe significato festeggiare a metà”.

Nella situazione, Federica e Sandro hanno incontrato comprensione e disponibilità da parte di tutti fornitori e le aziende coinvolte nella vicenda: “In primis il direttore della sala ricevimenti, che ha compreso la situazione (e quella di altre coppie). Con il passare dei giorni, con l’avvicendarsi di notizie negative, infatti, abbiamo deciso di spostare la data. Tale ricalendarizzazione non ha comportato problemi di penali o spese accessorie. Non siamo stati i primi né gli ultimi”, continua. “Sappiamo infatti, che quasi tutti gli sposi di aprile, e anche alcuni di maggio, hanno deciso di posticipare l’evento”.

Naturalmente si è creato un problema di date, essendo l’agenda della sala ricevimenti (nel caso specifico, una struttura di Canosa di Puglia) già quasi interamente occupata per i mesi a venire. “Abbiamo fermato per noi la prima data utile, ovvero il 2 dicembre 2020. Ora toccherà incastrare in quel giorno tutti gli altri servizi già prenotati - dal fotografo al fioraio - sperando di avere la stessa disponibilità. Devo dire che in questa situazione sono stati tutti molto clementi e comprensivi. L’unico punto interrogativo resta il viaggio di nozze. Sicuramente dal punto di vista economico ci saranno ripercussioni”.

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E mentre ricomincia il conto alla rovescia verso il sì, Federica si fa forza e si appella alla responsabilità di tutti: “Stiamo vivendo una situazione eccezionale, dobbiamo fare tutti la nostra parte. Ora ne parlo con serenità, ma non nascondo che ho avuto i miei piccoli crolli emotivi. Sono consapevole, però, che ci sono problemi più grandi di questo e che sarà due volte più bello festeggiare e riabbracciare tutti i nostri affetti, senza avere più timore di porgere la guancia, la mano o stringersi in un abbraccio”.

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